| Psicologia dell’educazione | Articolo | ||||
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| 2. | Cenni storici |
Nel 1880 lo psicologo tedesco Hermann Ebbinghaus sviluppò alcune tecniche sperimentali per lo studio della memoria e dell’oblio. Prima di lui, nessuno aveva studiato in modo scientifico questi processi mentali superiori e l’importanza dell’applicazione al campo educativo fu immediatamente riconosciuta. Negli stessi anni William James, della Harvard University, studiò le relazioni tra psicologia e insegnamento. James, influenzato da Charles Darwin, era interessato alle modalità con cui il comportamento dell’individuo si adatta ai diversi ambienti. Questo approccio funzionale alla ricerca comportamentale portò James a occuparsi anche di educazione.
Un allievo di James, Edward Lee Thorndike, è generalmente considerato il primo psicologo dell’educazione. Nel suo libro Psicologia dell’educazione (1903), egli si ripropose di riportare solo ricerche scientifiche quantificabili. Thorndike diede importanti contributi allo studio dell’intelligenza e dei test di abilità, alla didattica della matematica e della lettura, alle modalità con cui è possibile utilizzare le informazioni apprese in compiti diversi. Formulò, inoltre, un’importante teoria dell’apprendimento, che descrive le connessioni tra stimolo e risposta.