| Trova nell'articolo | Abitazione | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Abitazione Ambiente chiuso in cui vivono gli esseri umani. Le caratteristiche fisiche di una casa dipendono dal luogo, dal clima, dai materiali da costruzione disponibili, dall'abilità tecnica e da alcune varianti culturali come la posizione sociale e le risorse economiche di chi vi abita. In genere le case si elevano sopra il livello del suolo, benché in zone particolarmente calde o fredde possano presentarsi anche seminterrate o interamente sotterranee. I materiali da costruzione primari per le abitazioni sono il legno, la terra, i mattoni e la pietra, sebben il cemento e l'acciaio si siano andati sempre più diffondendo, in particolare nelle abitazioni urbane.
Le case attuali prevedono quasi sempre spazi separati per le diverse esigenze abitative (soggiorno, nutrizione, sonno, igiene). Cionondimeno in alcune culture la casa si presenta ancora come un unico spazio indifferenziato. Inoltre, in certe aree rurali, l'abitazione serve tuttora come ricovero tanto per gli esseri umani quanto per gli animali.
| 2. | L’abitazione nelle società tribali |
Nelle società tribali l'abitazione tendeva a essere costituita da un unico spazio, un locale che serviva per tutte le attività e che ospitava il nucleo base della società. Era di solito inserita fra altre strutture analoghe adiacenti e si trovava sovente in prossimità di luoghi di riunione e di edifici religiosi. Interi villaggi potevano essere formati da case aventi tutte la stessa forma, come nell'area dogon nel Mali o nel caso degli insediamenti di pastori nello Zambia. Tali case hanno forme geometriche regolari (basi circolari con tetti conici). La materia più usata è il legno, cui si accompagnano il fango e l'argilla cotti al sole, impiegati come materiali di tamponamento. Talvolta vengono adoperati anche paglia o giunchi, come tra gli abitanti delle paludi dell'Iraq meridionale. Nelle zone piovose la maggior parte delle abitazioni tribali è provvista di un focolare interno.
| 3. | L'antichità |
Nell'antico Egitto la popolazione abitava in semplici spazi a pianta rettangolare, costruiti con mattoni di fango. Gli scavi archeologici provano che le case dei lavoratori erano dotate di due o quattro stanze, tutte poste su un unico piano; costruite l'una accanto all'altra, tali case formavano uno schema a reticolato.
In tutto il Vicino Oriente erano diffuse le strutture monolocali a forma d'alveare. I tetti, contrariamente al resto dell'edificio, d'argilla, erano costituiti da lunghe lastre di pietra.
Le abitazioni greche rimasero semplici durante tutta l'età classica. Generalmente, una via di accesso conduceva dalla strada a una corte interna, attorno alla quale erano disposte tre o quattro stanze di dimensioni piuttosto modeste.
Nelle case romane – di cui rimangono alcuni esempi ben conservati a Pompei e a Ostia Antica – da uno spazio aperto centrale denominato atrium si accedeva alle diverse stanze. Questo tipo di casa signorile era chiamato domus. La maggior parte dei romani, tuttavia, viveva in edifici a più piani (addirittura fino a dieci), divisi in appartamenti di piccole dimensioni. Tali insiemi di abitazioni, costruite con strutture in legno e dunque spesso soggette agli incendi, avevano il nome di insulae.
| 4. | L'Europa medievale |
Nel Medioevo le differenze sociali si rifletterono in modo ancora più evidente nelle strutture abitative. Ai castelli, dove dimoravano i signori, si affiancavano le abitazioni anguste e malsane del resto della popolazione. Dopo l'anno 1000, con l'ascesa di una prospera classe mercantile, si ebbero costruzioni di grandi palazzi nelle città. Pensati come raffinate residenze per ospitare ecclesiastici d'alto rango, facoltosi mercanti e famiglie nobiliari, i palazzi potevano occupare anche un intero isolato e comprendere, oltre agli appartamenti cerimoniali e a quelli privati, alloggi per un grande numero di servitori.
| 5. | Dal Rinascimento al Settecento |
Il palazzo fu perfezionato durante il Rinascimento, giungendo a rappresentare una delle tipologie architettoniche più durevoli e caratteristiche di quell'epoca. I palazzi furono eretti per la prima volta a Firenze, da dove si diffusero presto in tutto il mondo occidentale. In Francia la struttura del palazzo fu unita a quella del castello, dando luogo allo château di campagna, dotato di giardini e di fontane. In Inghilterra si sviluppò in particolar modo la residenza signorile di campagna, al centro di una tenuta che spesso comprendeva interi villaggi. Nelle città le condizioni abitative rimasero in epoca rinascimentale ancora molto precarie, soprattutto da un punto di vista igienico.
| 6. | Il XIX secolo |
La rivoluzione industriale segnò, in primo luogo in Gran Bretagna, la nascita di sobborghi operai costituiti da piccole case a schiera, che non riuscirono a risolvere però il problema delle abitazioni e anzi si rivelarono estremamente malsani. La classe media della maggior parte dei paesi occidentali, che poteva permettersi di acquistare terreni edificabili, si dotò presto di grandi case ampie e confortevoli, differenti a seconda delle tradizioni architettoniche locali.
Già nel tardo XIX secolo la costruzione della casa d'abitazione divenne il tema di maggiore interesse, oggetto di studio di numerosi architetti. Si diffusero libri che riportavano i disegni di case di ogni tipo e l'architettura abitativa divenne oggetto di riviste specialistiche. La casa divenne uno status symbol.
La tecnologia degli impianti idrici e di riscaldamento migliorò rapidamente e, una volta inventato l'ascensore, si preferì sempre più erigere alte case ad appartamenti. Lo sviluppo in altezza degli edifici abitativi avvenne negli Stati Uniti a partire dal 1865 e si diffuse in seguito in tutta Europa e nel resto del mondo.
| 7. | Il XX secolo |
Gli stili architettonici tradizionali continuarono a esercitare una vasta influenza fino all'inizio del Novecento. Tra i primi a concepire la casa secondo canoni nuovi fu Frank Lloyd Wright: in svariati edifici costruiti alla periferia di Chicago, Wright diede vita a un fluire di spazi interni, del tutto lontano dalla tradizionale concezione di casa come agglomerato di stanze chiuse. Su questa strada proseguirono in Europa architetti come Ludwig Mies van der Rohe (Casa Tugendhat a Brno, 1930) e Adolf Loos, che a una progettazione spaziale tridimensionale e alla ricchezza degli spazi interni contrappose un trattamento estremamente lineare e quasi 'indifferente' degli esterni, del tutto privi di ornamentazioni.
Il vetro, l'acciaio e il cemento armato fornirono agli architetti molte nuove possibilità. Se queste dapprima furono intese come strettamente legate all'adozione di un linguaggio moderno, più recentemente si sono rivelate applicabili a ogni genere di linguaggio. Così l'uso di tecnologie atte a creare il massimo comfort si è ormai diffuso pressoché in tutte le abitazioni, a prescindere dalle loro caratteristiche stilistiche.
| 8. | L’abitazione in Oriente |
I tipi abitativi indiani variano a seconda della zona, del clima e delle tradizioni locali. Nei villaggi si possono vedere sia case sviluppate intorno a una corte sia costituite da una sola stanza, mentre nelle città sono diffuse le affollate case popolari. L'influenza dell'architettura occidentale e in special modo europea è limitata ai contesti urbani.
In Cina le case a corte, in legno, con tetto a tegole, sono sopravvissute per molto tempo. Si possono trovare abitazioni minime, dotate tuttavia di una minuscola corte o di un piccolo giardino. I vasti complessi dei palazzi imperiali (il miglior esempio è la Città proibita di Pechino), in cui diversi edifici sono disposti simmetricamente e concentricamente, assunsero il ruolo, oltre che di residenza dell'imperatore e della sua corte, di luogo simbolico, proiezione terrena del carattere divino del sovrano.
In Giappone la casa tradizionale è un edificio rettangolare, in legno, caratterizzato dall'attenzione per le proporzioni e dall'elegante semplicità. L'influenza dell'architettura occidentale è maggiore in Giappone che nel resto del continente asiatico, e gli architetti giapponesi contemporanei si collocano all'avanguardia nel panorama architettonico internazionale.