Abitazione
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Abitazione
3. L'antichità

Nell'antico Egitto la popolazione abitava in semplici spazi a pianta rettangolare, costruiti con mattoni di fango. Gli scavi archeologici provano che le case dei lavoratori erano dotate di due o quattro stanze, tutte poste su un unico piano; costruite l'una accanto all'altra, tali case formavano uno schema a reticolato.

In tutto il Vicino Oriente erano diffuse le strutture monolocali a forma d'alveare. I tetti, contrariamente al resto dell'edificio, d'argilla, erano costituiti da lunghe lastre di pietra.

Le abitazioni greche rimasero semplici durante tutta l'età classica. Generalmente, una via di accesso conduceva dalla strada a una corte interna, attorno alla quale erano disposte tre o quattro stanze di dimensioni piuttosto modeste.

Nelle case romane – di cui rimangono alcuni esempi ben conservati a Pompei e a Ostia Antica – da uno spazio aperto centrale denominato atrium si accedeva alle diverse stanze. Questo tipo di casa signorile era chiamato domus. La maggior parte dei romani, tuttavia, viveva in edifici a più piani (addirittura fino a dieci), divisi in appartamenti di piccole dimensioni. Tali insiemi di abitazioni, costruite con strutture in legno e dunque spesso soggette agli incendi, avevano il nome di insulae.