| Madagascar | Articolo | ||||
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| 2. | Territorio |
L’isola è dominata da un altopiano centrale montuoso, in parte di origine vulcanica, le cui vette più alte sono il monte Maromokotro (2.876 m), situato nella parte settentrionale e il massiccio di Ankaratra, nelle vicinanze di Antananarivo, che raggiunge i 2.643 m. I rilievi, a est, declinano rapidamente verso una stretta pianura, che si estende lungo la costa dell’oceano Indiano, mentre a ovest digradano verso una fascia costiera pianeggiante un po’ più estesa, lungo il canale del Mozambico; in queste aree, oltre che nelle valli fluviali dell’altopiano centrale, si trovano le terre più fertili del paese.
| 1. | Idrografia |
I fiumi principali sono il Betsiboka, lo Tsiribihina, il Mangoky e l’Onilahy, che nascono dalla catena montuosa orientale e, scorrendo verso ovest e attraversando vallate ricche di vegetazione, sfociano nel canale di Mozambico. Al contrario, i fiumi che si dirigono verso l’oceano Indiano hanno corso breve e rapido, e, nella loro impetuosa discesa verso valle, danno frequentemente origine a delle cascate. Il lago più esteso del paese è l’Alaotra, nei pressi della città di Toamasina.
| 2. | Clima |
La sezione orientale dell’isola è caratterizzata da forti precipitazioni – portate dai venti che spirano da sud-est e concentrate soprattutto nel periodo compreso tra novembre e aprile – che raggiungono in alcune zone punte di 3.500 mm annui; sull’altopiano centrale e nelle regioni aride del sud e del sud-ovest le precipitazioni sono invece meno copiose e raggiungono annualmente valori inferiori ai 380 mm. Le regioni costiere sono generalmente calde nel corso di tutto l’anno, mentre l’altopiano centrale ha un clima temperato con estati calde e inverni freddi.
| 3. | Flora e fauna |
Sul versante orientale dell’isola la vegetazione dominante è costituita dalla foresta pluviale, perlopiù di latifoglie, mentre la savana e le praterie caratterizzano le regioni occidentali più aride e la vegetazione desertica è presente nell’estremo sud-ovest. La fauna è insolita, poiché riflette lo stadio evolutivo del periodo in cui il Madagascar si staccò dal continente africano; ad esempio, conserva forme di primati estremamente primitive (i lemuriformi) e manca delle scimmie propriamente dette, vale a dire dei primati più evoluti. Benché le specie indigene presentino caratteristiche assimilabili sia alla fauna africana che a quella indiana, le loro differenze sono indicative di un’evoluzione verificatasi nel corso di un lungo periodo di isolamento (vedi Endemismo).
| 4. | Problemi e tutela dell’ambiente |
L’ecosistema del Madagascar è molto ricco e gran parte delle specie vegetali e animali presenti sull’isola è, come si è detto, endemica. Tuttavia, a causa della penetrazione dell’uomo nelle aree un tempo incontaminate, questo patrimonio biologico risulta in pericolo; 530 sono le specie animali a rischio di estinzione (2004), e centinaia si sono già effettivamente estinte.
Il 22,1% della superficie del Madagascar è coperto da foreste (2005); la tutela ambientale si estende per il 2,4% (2004) della superficie territoriale. La riserva Tsingy de Bemaraha, di 152.000 ettari, è stata dichiarata World Heritage Site nel 1990. L’alto tasso di crescita della popolazione ha comportato un forte aumento di pressione sull'ambiente. La tecnica di deforestazione del “taglia e brucia” per far posto all'agricoltura e la dipendenza dalla legna da ardere come fonte di energia stanno causando vaste perdite di copertura forestale. Il paese ha un tasso annuo di deforestazione dello 0,42% (1990–2005).
Un inadeguato smaltimento delle acque reflue, unito all’erosione dei suoli causata dalla deforestazione, ha condotto all’inquinamento delle acque di superficie. Nelle zone rurali solo il 35% (2004) della popolazione ha accesso all’acqua potabile e solo il 34% (2004) dispone di servizi igienici; il 50% di tutta la popolazione dispone di acqua potabile.
Il governo ha sottoscritto accordi internazionali sull’ambiente in materia di biodiversità, desertificazione, specie a rischio d’estinzione, conservazione della vita marina, abolizione dei test nucleari, cambiamenti climatici, protezione dell’ozonosfera, smaltimento di rifiuti nocivi, salvaguardia delle zone umide.