| Ferro battuto | Articolo | ||||
| Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File. | |||||
| 2. | La tecnica |
Il ferro presenta una struttura molecolare che gli conferisce duttilità e malleabilità. Una volta estratto, il minerale di ferro viene scaldato in forno finché assume, a causa della liberazione di ossido, consistenza quasi spugnosa: a questo punto, posto sull’incudine ancora incandescente, viene battuto con il martello, piegato, assottigliato e rifinito nei minimi particolari, spesso secondo un disegno complesso e raffinato. A causa del processo di alterazione del metallo a contatto con l’aria (che dà ruggine), prima dell’affermazione dei procedimenti di verniciatura il ferro battuto non venne impiegato per gioielli e manufatti di uso domestico, ma solo, sfruttandone la caratteristica fondamentale della robustezza, per strutture ed elementi sottoposti a trazioni e sforzi, come cancelli, inferriate, grate, battenti e cardini.
Con il tempo, l’aspetto estetico di tali elementi funzionali godette di sempre maggiore considerazione: si iniziò a piegare e sagomare le barre di ferro incandescente secondo motivi più articolati, e a ridurle in sottili lamine, talvolta tagliate in strisce o traforate e cesellate a freddo, o nuovamente battute a caldo. I motivi ornamentali più diffusi furono e sono ancora oggi curvilinei, ispirati a forme vegetali.