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Tuffi
1. Introduzione

Tuffi Sport individuale che si pratica in piscine profonde almeno 5 metri, nelle quali l’atleta si tuffa saltando da un trampolino o da una piattaforma. Le gare prevedono che i tuffatori, dopo aver volteggiato in aria, entrino in acqua in assetto perpendicolare rispetto alla superficie, in modo da sollevare meno spruzzi possibili. I piedi devono essere uniti e distesi al momento dell’entrata in acqua. Non tutte le figure vengono eseguite correttamente, così come non tutte le entrate in acqua sono perpendicolari: i tuffi vengono osservati da una giuria che, tenendo conto del livello di difficoltà delle figure eseguite, abbinato a un coefficiente, assegna a ogni concorrente un punteggio da 1 a 10. Vince il tuffatore che, fra tutti, ottiene il punteggio più alto.

Le gare di tuffi sono suddivise in due specialità: i tuffi dal trampolino e i tuffi dalla piattaforma.

2. Tuffi dal trampolino

Il trampolino è costituito da un asse di materiale flessibile che sporge sull’acqua per la metà della lunghezza. I tuffi dal trampolino, sia per gli uomini sia per le donne, si effettuano da altezze che vanno da 1 a 3 metri. Ogni concorrente deve realizzare una serie di tuffi, le cui figure sono stabilite dal manuale della federazione internazionale, suddivisi in base a un coefficiente di difficoltà.

Nella gara di trampolino maschile da 1 metro si effettuano 6 tuffi scelti dal tuffatore e 5 senza limite di difficoltà. Nella prova da 3 metri, i tuffi sono in totale 11, di cui 5 devono avere un coefficiente di difficoltà non superiore a 9.5, e 6 non hanno limiti di difficoltà.

Le donne eseguono invece 5 tuffi senza limite di difficoltà dal trampolino di 1 metro e 10 tuffi da quello da 3 metri: 5 con coefficiente di difficoltà non superiore a 9.5, e 5 con difficoltà illimitata.

3. Tuffi dalla piattaforma

I tuffi dalla piattaforma si effettuano da altezze di 10 metri. La piattaforma, a differenza del trampolino, è una larga struttura rigida in cemento, alla quale gli atleti accedono da apposite scale. Le gare sono simili a quelle dal trampolino. La differenza sta nel numero dei tuffi consentiti: 4 con coefficiente di difficoltà non superiore a 7.6, per gli uomini come per le donne; 6 per gli uomini e 5 per le donne senza limite di difficoltà.

4. Posizioni e figure

Sia per la piattaforma sia per il trampolino, le posizioni dei tuffi rispettano precise tipologie che possono, eventualmente, combinarsi tra loro in figure complesse. La posizione del corpo può essere tesa, carpiata (cioè con il tronco flesso in avanti a formare un angolo con le gambe tese) o in avvitamento. Esistono i tuffi in avanti, nei quali la parte anteriore del corpo è rivolta verso l’acqua; i tuffi all’indietro, nei quali la partenza avviene con la schiena rivolta verso la piscina. Un esempio di questi tuffi sono i carpiati, i quali prevedono la flessione delle gambe a squadra rispetto al tronco, a cui fa seguito un’improvvisa apertura. Vengono quindi i tuffi rovesciati, con partenza uguale a quella per i tuffi in avanti, nei quali si effettua un ribaltamento del corpo; i tuffi ritornati, con partenza uguale a quella per i tuffi all’indietro, nei quali si capovolge il corpo in avanti; i tuffi con avvitamento, nei quali il corpo gira su se stesso in volo; e i tuffi con partenza in verticale, validi solo per la piattaforma.

5. Competizioni e atleti

Introdotte e codificate da tedeschi e svedesi sul finire del XIX secolo, le gare di tuffi vennero inserite nel programma dei Giochi olimpici a partire dall’edizione del 1904 svoltasi a Saint Louis. Nel corso del tempo, le nazioni che hanno espresso i migliori talenti della disciplina sono state l’Italia, la Germania, l’Unione Sovietica e, in anni più recenti, la Cina, che annovera numerosi campioni in campo maschile come in campo femminile. Tra i più celebri tuffatori si ricordano lo statunitense Greg Louganis e, per quanto riguarda l’Italia, Giorgio Cagnotto, campione europeo di trampolino dai 3 metri nel 1970, e il grande Klaus Dibiasi, più volte campione mondiale e oro olimpico.

Molto promettenti per i colori azzurri sono stati i risultati ottenuti a partire dai Campionati europei disputatisi a Berlino nel 2002. Grazie alla medaglia d’oro vinta nella gara del trampolino da 1 metro da Nicola Marconi – che si aggiudicò anche un bronzo in coppia col fratello Tommaso nei tuffi sincronizzati dal trampolino di 3 metri –, e alle medaglie d’argento e di bronzo conquistate da Tania Cagnotto (figlia di Giorgio) rispettivamente nella piattaforma e nei tuffi sincronizzati dal trampolino di 3 metri in coppia con Maria Marconi (sorella di Nicola e Tommaso), l’Italia è tornata nel novero delle nazioni più rappresentative della disciplina.

Ancor più positiva fu per i colori azzurri la partecipazione ai Campionati europei di Madrid del 2004, con due medaglie d’oro (Tania Cagnotto nella piattaforma; Nicola e Tommaso Marconi nei tuffi sincronizzati nel trampolino da 3 metri), una d’argento (Nicola Marconi nel trampolino da 1 metro) e tre di bronzo (Cagnotto nel trampolino da 1 metro; Valentina Marocchi nella piattaforma e, in coppia con Brenda Spaziani, nei tuffi sincronizzati dalla piattaforma). Ulteriori conferme si ebbero ai Campionati mondiali di Montréal del 2005, dove Tania Cagnotto si aggiudicò la medaglia di bronzo nel trampolino da 3 metri, e ai Mondiali di Melbourne del 2007 con due bronzi conquistati dagli atleti italiani, uno dalla Cagnotto nel trampolino da 3 metri e l’altro da Cristopher Sacchin nel trampolino da 1 metro. Tania Cagnotto si è confermata ai massimi livelli nel 2008, conquistando il titolo europeo a Eindhoven nella piattaforma e il bronzo, in coppia con Noemi Bakti, nella piattaforma sincronizzata.

Le competizioni sono organizzate e gestite dalle stesse organizzazioni che sovrintendono al nuoto e al nuoto sincronizzato: la FINA (Fédération Internationale de Natation Amateur) e, per quanto riguarda il nostro paese, la FIN (Federazione Italiana Nuoto).