| Tunisia | Articolo | ||||
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| 2. | Territorio |
La Tunisia può essere suddivisa in quattro principali regioni fisiche: la catena dell’Atlante, la valle della Medjerda, la regione degli chotts e il sahara tunisino.
Un terzo del territorio tunisino è occupato dai contrafforti orientali dei monti dell’Atlante, che si snodano nel nord del paese e costituiscono la prosecuzione dell’Atlante Telliano e dell’Atlante Sahariano algerini. Le vette delle due catene, che digradano a est su una fascia costiera pianeggiante, hanno altezze modeste (tra i 600 m e i 1.600 m) e culminano nel Jebel Chambi (1.544 m). La Medjerda, maggiore fiume del paese, sfocia nel golfo di Tunisi dopo aver attraversato una fertile vallata incuneata tra i monti. Nella sezione centrale del territorio tunisino i rilievi lasciano il posto a un vasto altopiano che, raggiungendo in media i 600 m di altezza, discende gradualmente verso gli chotts, bacini lacustri salmastri situati sotto il livello del mare. Il maggiore di questi è lo Chott Djerid. Scendendo verso sud, gli chotts si congiungono al deserto del Sahara, punteggiato da oasi, che copre circa il 40% della superficie complessiva della Tunisia; la sezione occidentale del Sahara tunisino è occupata dal deserto sabbioso del Grande Erg Orientale.
La costa, rocciosa a nord e sabbiosa a sud-est, è inframmezzata da numerose insenature e golfi, tra cui il golfo di Gabès, che racchiude le isole di Djerba e di Kerkenna, e il golfo di Hamammet. La penisola di Capo Bon, estrema punta orientale della Tunisia protesa nel canale di Sicilia, dista circa 150 km dalle coste della Sicilia.
| 1. | Idrografia |
Il paese possiede una rete idrografica scarsamente sviluppata. Il fiume Medjerda, lungo 365 km, nasce in Algeria ma si snoda per ¾ del suo percorso in territorio tunisino prima di sfociare a nord di Tunisi. Nella fertile vallata della Medjerda si concentrano le attività agricole del paese. Unico bacino lacustre di rilievo è il lago di Biserta.
| 2. | Clima |
Nel nord del paese prevale un clima temperato di tipo mediterraneo, con temperature che vanno dai 10 °C, durante l’inverno ai 26 °C in estate. In queste regioni, la stagione delle piogge dura da ottobre a maggio, con precipitazioni medie annuali di circa 600 mm. Regione steppica e semiarida, la parte centrale del paese registra precipitazioni medie di 200 mm annui. Scendendo verso sud il clima diventa progressivamente più caldo e più secco, fino a diventare desertico nella zona del Sahara, dove le precipitazioni annue si riducono a 100-150 mm. Lo scirocco, vento caldo e asciutto, spira dal deserto del Sahara verso nord raggiungendo anche l’Europa.
| 3. | Flora e fauna |
La flora, in particolare sulle coste settentrionali, è di tipo mediterraneo. Le regioni montuose del nord, fertili e ben irrigate, sono caratterizzate, infatti, da ricchi vigneti e da fitte foreste di lecci, querce, pini e ginepri. Più a sud, il clima secco determina la presenza della steppa, in cui predominano le erbe selvatiche e un’ampia varietà di arbusti. Nelle aride regioni dell’estremo sud, le palme da dattero crescono solo nelle oasi. Tra gli animali selvatici si trovano la iena, il cinghiale selvatico, lo sciacallo e la gazzella. Sono presenti, nelle zone desertiche, anche molti serpenti velenosi come il cobra e la vipera cornuta.
| 4. | Problemi e tutela dell’ambiente |
La crescita della popolazione tunisina (0,99% nel 2008) comporta una sempre maggiore domanda di terreno agricolo. L’eccessivo sfruttamento dei terreni e il diffuso sovrasfruttamento delle zone a pascolo hanno causato una progressiva erosione del suolo. Una piccola parte (6,5%) della superficie totale del paese è coperta da vegetazione arborea; il governo sta mettendo in opera attività di rimboschimento, così da contrastare il tasso annuo di deforestazione che, nel periodo 1990–2005, ha visto un’inversione di tendenza (-4,28%).
Siccità e carenza di acqua sono fenomeni ricorrenti in Tunisia. Di rilievo è anche il problema della depurazione delle acque e dello smaltimento delle sostanze tossiche prodotte dai processi industriali. Nelle aree rurali, solo il 65% (2004) della popolazione dispone di servizi igienici adeguati.
Solamente lo 1,3% (2007) della superficie del paese è soggetto a tutela ambientale. Tra i maggiori parchi nazionali tunisini si ricordano il Jebel Chambi e il Jebel Bou-Hedma. Il Parco nazionale Ichkeul, nella Tunisia settentrionale, è un’area di sosta per centinaia di migliaia di uccelli migratori, tra cui anatre, oche selvatiche e fenicotteri rosa. Il parco è stato dichiarato World Heritage Site nel 1980.
Il governo della Tunisia ha ratificato accordi internazionali per la salvaguardia delle specie in via di estinzione, della biodiversità, delle zone umide, dello strato di ozono, e accordi inerenti lo smaltimento di rifiuti nocivi, la desertificazione e l’abolizione dei test nucleari.