| Trova nell'articolo | Calcolo infinitesimale | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Calcolo infinitesimale Ramo della matematica che ha per oggetto lo studio delle proprietà delle funzioni di una o più variabili. Il calcolo infinitesimale si basa sul concetto di limite di funzione e di infinitesimo, inteso come valore estremamente piccolo assunto dalla funzione nei punti prossimi a uno in cui essa si annulla.
Per convenzione, si usa suddividere il calcolo infinitesimale in calcolo differenziale, che approfondisce il comportamento delle funzioni nell’operazione di derivazione, e in calcolo integrale, che studia le proprietà delle funzioni nell’operazione di integrazione. Chiamato anche analisi infinitesimale, o semplicemente analisi, il calcolo infinitesimale è essenziale per la formalizzazione matematica dei fenomeni naturali e viene utilizzato come strumento di lavoro in tutte le discipline di scienze fisiche.
| 2. | Le origini |
Le radici del calcolo infinitesimale sono da ricercare nella geometria dell'antica Grecia. Democrito calcolò il volume della piramide e del cono, probabilmente considerandoli costituiti da un numero infinito di sezioni di spessore infinitamente sottile. Eudosso e Archimede usarono il 'metodo di esaustione' per determinare l'area del cerchio, approssimandola a quella di poligoni in esso inscritti, dal numero di lati via via maggiore. I problemi che sorsero nella comprensione dei numeri irrazionali e il celebre paradosso di Zenone, tuttavia, impedirono uno sviluppo sistematico della teoria.
| 3. | Newton e Leibniz: una paternità contesa |
All'inizio del XVII secolo Bonaventura Cavalieri ed Evangelista Torricelli svilupparono e ampliarono l'uso degli infinitesimi, mentre Cartesio e Pierre de Fermat studiarono le aree sottese da curve assegnate e le tangenti ad esse, effettuando procedimenti equivalenti a quelli di integrazione e differenziazione solo mediante gli strumenti dell'algebra. Fermat e Isaac Barrow misero in luce l'esistenza di una stretta relazione tra le due operazioni – integrazione e differenziazione – finché Isaac Newton e Gottfried Wilhelm Leibniz intrapresero la dimostrazione del Teorema fondamentale del calcolo, da cui si deduce che le operazioni di differenziazione e di integrazione sono una l'inverso dell'altra.
Newton giunse alla formulazione del calcolo infinitesimale nell'ambito degli studi sulla teoria della gravitazione, probabilmente prima di Leibniz. A differenza di questi, tuttavia, non pubblicò immediatamente i suoi risultati, e sulla paternità della teoria si scatenarono aspre dispute. La contesa si trascinò per anni ed ebbe fine soltanto nel 1714 con la morte di Leibniz e la sostanziale “vittoria” di Newton. La notazione di Leibniz conobbe in ogni caso un’ampia fortuna, soprattutto nell’Europa continentale, ed è tuttora largamente utilizzata.
| 4. | Sviluppi successivi |
Il XVIII secolo vide l'applicazione del calcolo infinitesimale in tutto il mondo, ma l'uso approssimativo delle quantità infinite e infinitesime pose in discussione i fondamenti della teoria e innescò un acceso dibattito, cui presero parte numerosi esponenti di spicco delle comunità filosofica e scientifica. Nel XIX secolo, grazie all'analisi, le vaghe nozioni di infiniti e infinitesimi allora esistenti vennero sostituite con definizioni precise, formulate in termini di quantità finite. Bernhard Bolzano e Augustin-Louis Cauchy definirono con precisione i limiti e le derivate; lo stesso Cauchy, insieme a Georg Riemann, formalizzò il calcolo integrale, mentre Julius Dedekind e Karl Theodor Weierstrass fecero altrettanto per i numeri reali. Fu dimostrato che le funzioni differenziabili sono continue, e le funzioni continue sono integrabili, ma che per nessuna delle due affermazioni vale il teorema inverso.
Nel XX secolo l'analisi ha finalmente legittimato l'uso degli infinitesimi, mentre lo sviluppo dei computer e delle capacità di calcolo numerico ha ampliato gli orizzonti di applicabilità del calcolo infinitesimale.