| Calcolo infinitesimale | Articolo | ||||
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| 3. | Newton e Leibniz: una paternità contesa |
All'inizio del XVII secolo Bonaventura Cavalieri ed Evangelista Torricelli svilupparono e ampliarono l'uso degli infinitesimi, mentre Cartesio e Pierre de Fermat studiarono le aree sottese da curve assegnate e le tangenti ad esse, effettuando procedimenti equivalenti a quelli di integrazione e differenziazione solo mediante gli strumenti dell'algebra. Fermat e Isaac Barrow misero in luce l'esistenza di una stretta relazione tra le due operazioni – integrazione e differenziazione – finché Isaac Newton e Gottfried Wilhelm Leibniz intrapresero la dimostrazione del Teorema fondamentale del calcolo, da cui si deduce che le operazioni di differenziazione e di integrazione sono una l'inverso dell'altra.
Newton giunse alla formulazione del calcolo infinitesimale nell'ambito degli studi sulla teoria della gravitazione, probabilmente prima di Leibniz. A differenza di questi, tuttavia, non pubblicò immediatamente i suoi risultati, e sulla paternità della teoria si scatenarono aspre dispute. La contesa si trascinò per anni ed ebbe fine soltanto nel 1714 con la morte di Leibniz e la sostanziale “vittoria” di Newton. La notazione di Leibniz conobbe in ogni caso un’ampia fortuna, soprattutto nell’Europa continentale, ed è tuttora largamente utilizzata.