Arpa
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Arpa
3. Origini

Le arpe arcuate, cioè gli esemplari più antichi di arpa a noi noti, erano diffuse in Mesopotamia e in Egitto fra il 3000 e il 2000 a.C., mentre quelle di tipo angolare comparvero solo in un secondo momento. Queste ultime sopravvivono oggi in alcune parti dell'Africa, nel Myanmar, in zone della Siberia e in una ristrettissima area dell'Afghanistan. Nel Medioevo le arpe di tipo angolare furono molto impiegate nell'ambito della musica araba e persiana; in Persia furono usate fino alla fine del XIX secolo.

Le arpe a telaio, costruite e utilizzate quasi esclusivamente in Europa, fecero la loro apparizione nel IX secolo e si svilupparono in due versioni differenti. La prima si diffuse in Irlanda e Scozia, la seconda sul continente. L'arpa irlandese e scozzese era caratterizzata da una cassa armonica grande e profonda, ricavata da un unico blocco di legno, una spessa e robusta mensola, e una colonna pesante e ricurva. Le corde, di ottave, potevano variare da 30 a 50 e venivano pizzicate con le unghie, producendo un suono particolarmente brillante. Questo strumento fu utilizzato all'incirca fino al XIX secolo.

Le arpe d'epoca medievale delle altre zone d'Europa erano assai più piccole e leggere, e possedevano dalle 7 alle 25 corde, probabilmente in metallo, oltre a una cassa armonica di dimensioni ridotte. A partire dal XVI secolo cominciarono a essere utilizzate corde di budello e si iniziò a sviluppare una forma di arpa più allungata, più alta, con una colonna diritta in grado di sopportare la tensione di un maggior numero di corde rispetto alla colonna sottile e incurvata utilizzata in precedenza. Questa arpa, detta anche gotica, è lo strumento al quale fanno riferimento le arpe popolari dell'America latina, le arpe irlandesi moderne e anche l'arpa orchestrale.