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Copricapo
1. Introduzione

Copricapo Indumento che serve a coprire il capo con funzioni di ornamento, protezione, indicazione del rango sociale o del mestiere.

2. Cenni storici

Il primo cappello con tesa sembra essere stato il petaso greco che, usato perlopiù dai viandanti, si annodava sul mento. Il berretto di origine frigia, di forma conica e con la punta ripiegata in avanti, tornò in voga nel Medioevo e durante la Rivoluzione francese fu adottato come simbolo di libertà dai giacobini. I cappelli maschili maggiormente diffusi in epoca medievale furono i cappucci di lana, i capperoni, ampie fasce che si avvolgevano intorno al capo e ricadevano sulle spalle, e i berretti goliardici, con la tesa rialzata e allungata sul davanti. Le donne amavano coprirsi il capo con reticelle e veli, che nascondevano raffinate acconciature.

Nel Rinascimento fece la sua comparsa il cappello floscio e piatto, ma tra uomini e donne entrarono presto in voga elaborati copricapi decorati con piume e spille. Nel Seicento si diffusero i semplici cappelli indossati dai puritani, a cupola stretta e a tesa rigida, e quelli a cupola bassa e tesa larga indossati dai quaccheri. Cuffie in lino e pizzo erano invece usate dalle donne impegnate nei lavori domestici. Il secolo successivo vide la diffusione del tricorno, un cappello con falda girata all'insù e tesa schiacciata in modo da formare tre punte, e del cilindro.

Nell'Ottocento il cappello presentò una grande varietà di fogge e stili. Le varianti maschili più popolari furono i cappelli di castoro e a cilindro, a cui si aggiunsero le bombette o derby indossate in città, le pagliette (o cappelli alla canottiera) usate per ripararsi dal sole e i berretti con visiera utilizzati per lo sport e il tempo libero. L'evoluzione dei cappelli femminili andò di pari passo con quella dell'abbigliamento e delle acconciature, con cuffiette di varie forme da cui derivarono cappelli piumati a tesa larga che venivano appuntati ai capelli raccolti.

Il XX secolo, fino alla seconda guerra mondiale vide il proliferare di forme nei copricapi femminili, che ripresero in gran parte le versioni del secolo precedente: ne è un esempio l'aderente cloche degli anni Venti. In seguito alle crescenti esigenze di funzionalità e praticità il successo del cappello sembra avere subito una battuta d'arresto a partire dal secondo dopoguerra, sebbene dagli anni Settanta questo articolo riscuota ancora notevole interesse presso le più diverse fasce della popolazione, soprattutto femminile. Vedi anche Abbigliamento; Acconciature.