Apicoltura
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Apicoltura
3. L'arnia artificiale

In Italia viene comunemente adottato un tipo di arnia, detto arnia Italica-Carlini, messo a punto nel 1932 sul modello di quello originario americano ideato da Langstroth (arnia Dadant-Blatt). Si tratta di una cameretta di legno a base quadrata, che internamente comprende, dal basso verso l'alto, il nido, contenente 10 telaini, il melario (la camera di raccolta del miele), con 9 telaini, il coprifavo e il tetto. A ogni telaino è fissato un foglio cereo, vale a dire una lastra di pura cera d'api su cui sono artificialmente impressi i contorni delle celle che verranno poi realizzate dalle api con la cera da esse secreta. Il numero di celle impresse è di 840 per ogni dm2, come quello degli alveari naturali. L'arnia viene costruita in legno d'abete, con tavole dello spessore di 25 mm; la sua geometria interna tiene conto della tendenza delle api a riempire di propoli gli spazi più stretti di 7 mm e a costruire ponti di cera all'interno di quelli più ampi di 9 mm. La temperatura ideale da mantenere all'interno, in quanto consente la lavorazione della cera, è di 32 °C.