| Platone | Articolo | ||||
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| 2. | Opere |
Quasi tutte le opere di Platone esibiscono una struttura dialogica che presenta, discute e critica diverse posizioni filosofiche nel contesto di una conversazione o di un dibattito che coinvolge due o più interlocutori. La raccolta più antica delle opere platoniche annovera 34 dialoghi e 13 lettere. Ordinati a gruppi di quattro secondo il contenuto, questi testi hanno posto ai filologi moderni notevoli problemi di datazione e ordinamento cronologico, nonché di identificazione delle opere considerate spurie.
| 1. | I dialoghi giovanili |
I dialoghi vengono suddivisi in dialoghi giovanili, della maturità e del periodo più tardo. I dialoghi giovanili possiedono uno stile comunicativo e filosofico che riproduce il procedimento dialettico adottato da Socrate, di cui vengono ripresi i temi dell’insegnamento orale. I testi appartenenti a questo primo gruppo, detti appunto “socratici”, presentano più di un’affinità: Socrate incontra persone che pretendono di possedere una sapienza certa e infallibile; professandosi ignorante, egli richiede l’aiuto di colui che detiene il sapere. Non appena Socrate comincia a sollevare interrogativi, si scopre che chi veniva ritenuto sapiente non possedeva reale consapevolezza di quanto sosteneva di conoscere; Socrate è invece il vero sapiente, essendo almeno consapevole di non sapere. Tale forma di “ignoranza” rappresenta l’inizio del cammino verso la saggezza.
Tra questi dialoghi: l’Apologia di Socrate (la difesa di Socrate al processo che lo vedeva accusato di empietà e di corruzione dei giovani), il Critone (una difesa delle leggi della polis), lo Ione (uno scritto ironico sui poeti), l’Eutifrone (un dialogo sulla pietà religiosa), l’Ippia minore (sul rapporto tra virtù, conoscenza e volontà), il Carmide (sulla temperanza), il Liside (sull’amicizia), il Lachete (sul coraggio), il Protagora (una discussione della tesi secondo cui la virtù si può insegnare), il Gorgia (sulla virtù politica) e il primo libro della Repubblica (sulla giustizia).
| 2. | I dialoghi della maturità e del periodo tardo |
Questi dialoghi riflettono l’evoluzione del pensiero filosofico platonico. I personaggi principali sono talvolta alcuni discepoli di Platone, benché Socrate rimanga figura di primo piano. Al periodo della maturità risalgono il Menone (una discussione sulla natura della conoscenza), il Fedone (in cui si dibatte di teoria delle idee, della natura dell’anima e del problema della sua immortalità), l’Eutidemo (sugli artifici dialettici dei sofisti), il Simposio (sull’eros), l’Ippia maggiore (sull’idea della bellezza), il Fedro (una discussione sull’amore, in cui viene esposta la dottrina della reminiscenza delle idee), il Cratilo (in cui si discute il problema se il linguaggio sia di origine naturale oppure convenzionale) e la Repubblica (una discussione sulla giustizia e sullo Stato).
Le opere più tarde sono il Teeteto (in cui la domanda “che cos’è la scienza?” rimane priva di una risposta definitiva), il Parmenide (sul rapporto tra unità e molteplicità all’interno della relazione tra essere e non essere), il Sofista (una riflessione sul metodo dicotomico di indagine logica), il Politico (strutturato sulla relazione tra il politico e le leggi), il Filebo (sul rapporto tra il bene e il piacere), il Timeo (che delinea la cosmologia platonica), il dialogo incompiuto Crizia, che contiene il celebre mito di Atlantide, e le Leggi (un’analisi delle regole politiche e sociali).