| Trova nell'articolo | Chiese cattoliche orientali | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Chiese cattoliche orientali o Chiese uniate Chiese che, pur mantenendo un rito e una lingua liturgica differenti da quelli della Chiesa cattolica romana, formano con essa un’unità ecclesiale e riconoscono il primato giurisdizionale del papa. Oltre che per il rito e la lingua liturgica, si differenziano dalla Chiesa cattolica romana in alcuni aspetti della vita ecclesiastica (ad esempio, i sacerdoti non sono tenuti al celibato).
Le Chiese cattoliche orientali si dicono “uniate” perché entrarono in comunione con la Chiesa di Roma in diversi momenti della storia del cristianesimo. Esse parteciparono allo scisma che nel 1054 divise la cristianità orientale da quella occidentale, ma nel corso dei secoli tornarono a unirsi a Roma, contrariamente alle Chiese ortodosse.
| 2. | Riti |
Le Chiese cattoliche orientali sono suddivise in base a cinque riti diversi: alessandrino, antiocheno, bizantino, caldeo e armeno, che furono riconosciuti ufficialmente dal Concilio Vaticano II con il decreto Orientalium Ecclesiarum.
Al rito alessandrino si rifanno due Chiese: la Chiesa copta (che ha come lingue liturgiche il copto e l’arabo) e la Chiesa etiope (la cui lingua liturgica è il ge’ez).
Al rito antiocheno (la cui lingua liturgica è l’aramaico orientale) si rifanno tre Chiese: la Chiesa siriaco-cattolica, la Chiesa maronita e la Chiesa malankarese.
Il rito bizantino è seguito da ben quindici chiese: la Chiesa cattolica italo-greca, la Chiesa greco-cattolica albanese, la Chiesa greco-cattolica bielorussa, la Chiesa greco-cattolica bulgara, la Chiesa greco-cattolica croata, la Chiesa greco-cattolica di Grecia, la Chiesa greco-cattolica di Serbia e Montenegro, la Chiesa greco-cattolica di Macedonia, la Chiesa greco-cattolica melchita, la Chiesa greco-cattolica rumena, la Chiesa greco-cattolica rutena, la Chiesa greco-cattolica russa, la Chiesa greco-cattolica slovacca, la Chiesa greco-cattolica ucraina, la Chiesa greco-cattolica ungherese. Le lingue liturgiche delle Chiese di rito bizantino sono l’albanese, l’arabo, il greco, il rumeno, lo slavo antico e l’ungherese.
Al rito caldeo (la cui lingua liturgica è l’aramaico orientale) si rifanno due Chiese: quella caldea e quella siro-malabarese.
Il rito armeno, infine, è seguito dalla Chiesa armeno-cattolica.
| 3. | Struttura |
Le Chiese cattoliche orientali sono poste sotto la giurisdizione di differenti patriarcati: il Patriarcato di Alessandria dei copti (che ha sede al Cairo); di Antiochia dei greco-melkiti (con sede a Damasco); di Antiochia dei maroniti (con sede a Bkerké, Libano); di Antiochia dei siri (con sede a Beirut); di Gerusalemme dei latini (con sede a Gerusalemme); di Cilicia degli armeni cattolici (con sede a Beirut); di Babilonia dei caldei (con sede a Baghdad).
Il patriarca è affiancato da un sinodo che ha anche la facoltà di consacrare vescovi e di creare diocesi; tutti i patriarchi fanno inoltre parte della Congregazione romana per le Chiese orientali, che simboleggia la comunione dei singoli riti con il Sommo Pontefice.