Chiese cattoliche orientali
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Chiese cattoliche orientali
2. Riti

Le Chiese cattoliche orientali sono suddivise in base a cinque riti diversi: alessandrino, antiocheno, bizantino, caldeo e armeno, che furono riconosciuti ufficialmente dal Concilio Vaticano II con il decreto Orientalium Ecclesiarum.

Al rito alessandrino si rifanno due Chiese: la Chiesa copta (che ha come lingue liturgiche il copto e l’arabo) e la Chiesa etiope (la cui lingua liturgica è il ge’ez).

Al rito antiocheno (la cui lingua liturgica è l’aramaico orientale) si rifanno tre Chiese: la Chiesa siriaco-cattolica, la Chiesa maronita e la Chiesa malankarese.

Il rito bizantino è seguito da ben quindici chiese: la Chiesa cattolica italo-greca, la Chiesa greco-cattolica albanese, la Chiesa greco-cattolica bielorussa, la Chiesa greco-cattolica bulgara, la Chiesa greco-cattolica croata, la Chiesa greco-cattolica di Grecia, la Chiesa greco-cattolica di Serbia e Montenegro, la Chiesa greco-cattolica di Macedonia, la Chiesa greco-cattolica melchita, la Chiesa greco-cattolica rumena, la Chiesa greco-cattolica rutena, la Chiesa greco-cattolica russa, la Chiesa greco-cattolica slovacca, la Chiesa greco-cattolica ucraina, la Chiesa greco-cattolica ungherese. Le lingue liturgiche delle Chiese di rito bizantino sono l’albanese, l’arabo, il greco, il rumeno, lo slavo antico e l’ungherese.

Al rito caldeo (la cui lingua liturgica è l’aramaico orientale) si rifanno due Chiese: quella caldea e quella siro-malabarese.

Il rito armeno, infine, è seguito dalla Chiesa armeno-cattolica.