Morbo di Parkinson
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Morbo di Parkinson
3. Diagnosi

L’accertamento del morbo di Parkinson avviene mediante visita neurologica mirata a individuare almeno due dei sintomi tipici della malattia; esami di tipo farmacologico, nei quali l’uso di farmaci come la levodopa e l’apomorfina permettono di verificare la funzionalità dei recettori per la dopamina. L’attività della regione cerebrale interessata dalla malattia viene indagata anche con tomografia a emissione di positroni (PET) e tomografia a emissione di singolo fotone (SPECT), che forniscono informazioni sul flusso sanguigno, e la risonanza magnetica nucleare (NMR), che dà immagini anatomiche preziose sulle condizioni del tessuto cerebrale.

Lo stadio della malattia viene definito con un punteggio. La scala di valutazione più nota è quella di Hoehn e Yahr, che stabilisce cinque gradi di progressione del Parkinson. Una possibile complicazione è rappresentata dalla sindrome da trattamento cronico con levodopa, cioè dal quadro sintomatologico che può comparire dopo un trattamento prolungato con il farmaco che, dagli anni Sessanta, ha rappresentato una svolta nella terapia del Parkinson.