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| 4. | Cenni storici |
Le prime raccolte di libri risalgono a tempi lontanissimi, basti pensare alla biblioteca di Ninive fatta costruire dal re Assurbanipal, oppure alla biblioteca privata di Aristotele, che sembra fosse talmente ricca da costituire un modello per la grande biblioteca di Alessandria. Eumene II contribuì alla creazione di un’importante collezione di libri a Pergamo, in Asia Minore.
Nel Medioevo vennero fondate numerose biblioteche da parte degli ordini religiosi, e il sorgere delle università vide i collegi arricchirsi di grandi collezioni di volumi. Una grande biblioteca privata medievale, degna di essere ricordata per la sua straordinaria ricchezza, fu quella di Riccardo di Bury (1287-1345), vescovo di Durham, la prima a essere provvista di un moderno sistema di consultazione e prestito dei volumi; alla morte del possessore, la biblioteca passò all’Università di Oxford.
Nel corso dei secoli XVII e XVIII in tutta Europa, e soprattutto in Francia, sorse e si sviluppò un’autentica passione per la bibliofilia: notevoli furono le raccolte di libri di Richelieu, Mazzarino e Colbert. Alcune importanti biblioteche di corte vennero successivamente trasformate in biblioteche nazionali. L’attività dei bibliofili inglesi portò, nel 1753, alla fondazione del British Museum.
Purtroppo si verificò anche il fenomeno inverso: alcune importanti collezioni private furono oggetto di saccheggio durante guerre e rivoluzioni; ad esempio, il re svedese Gustavo II Adolfo nel corso delle sue conquiste fece incetta di libri che inviò nel suo regno, mentre durante la Rivoluzione francese andarono saccheggiate e distrutte molte biblioteche appartenenti alle famiglie dell’aristocrazia.
A partire dalla fine del secolo XIX la bibliofilia si diffuse notevolmente anche negli Stati Uniti; tra i più noti collezionisti americani si ricordano John Pierpont Morgan, Henry Edwards Huntington e James Lenox, la cui raccolta divenne parte della New York Public Library.
I libri rari sono oggetto di vendite private o all’asta. Memorabile fu quella svoltasi a Londra, nel 1812, nella quale fu battuta una copia della prima edizione a stampa del Decameron di Giovanni Boccaccio (1527, presso gli stampatori fiorentini Giunti), venduta alla più alta cifra mai spesa per un libro dal XVII secolo, da quando cioè furono indette le prime aste di libri.
Nel XIX secolo il più importante mercato internazionale di libri rari fu Londra, ruolo che divide oggi con Parigi e New York; anche Amsterdam è considerata una buona piazza, soprattutto per i libri di argomento scientifico. Negli ultimi due secoli bibliofili e studiosi hanno concordemente indicato in alcune opere a stampa un modello di riferimento quanto a importanza storica, rarità e valore; fra tutti spicca la Bibbia di Gutenberg (stampata a Magonza, in Germania, nel 1452-1456), apparsa per l’ultima volta in asta a New York nel 1987 e battuta per 5.390.000 dollari.