| Mimetismo | Articolo | ||||
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| 3. | Tipi di mimetismo |
Vi sono tipi differenti di mimetismo, mediante i quali l’organismo si confonde con l’ambiente circostante o, al contrario, si rende estremamente visibile.
| 1. | Mimetismo criptico |
La strategia di confondersi il più possibile con l'ambiente prende il nome di mimetismo criptico. Esempi sorprendenti si ritrovano tra gli insetti, ad esempio l’insetto foglia, dotati di espansioni dalla forma e dal colore simile a quello delle piante su cui vivono; persino le loro uova risultano camuffate, avendo una forma che ricorda quella dei semi.
| 2. | Mimetismo allarmante |
Alcune specie presentano colorazioni molto appariscenti e macchie vistose allo scopo di impressionare i loro predatori; per aumentare l’effetto di questa strategia mimetica, tali livree vengono spesso esibite all’improvviso all’approssimarsi del predatore stesso. Esempi del mimetismo allarmante si ritrovano in molti bruchi, in cui macchie scure tondeggianti, poste sull’estremità caudale, ricordano grandi occhi.
| 3. | Mimetismo mülleriano |
Vi sono specie differenti di insetti, sgradite e quindi non predate dagli uccelli, molto simili tra loro per colorazione e morfologia. Questo fenomeno imitativo prende il nome di mimetismo mülleriano e permette a ciascuna specie di ridurre la mortalità tra i propri membri. Infatti i giovani uccelli, possibili predatori di questi insetti, imparano a evitarli soltanto dopo essersene cibati e, quindi, dopo aver appreso che hanno un sapore sgradevole. Poiché gli uccelli, dopo qualche tentativo, rifiutano tutti gli insetti che in qualche modo ricordano quelli di cui hanno avuto un’esperienza negativa, la somiglianza fra le specie risulta vantaggiosa. Se ciascuna specie di insetto fosse molto differente dalle altre, sarebbero necessari più “assaggi” e, dunque, il sacrificio di più individui per ogni singola specie.
| 4. | Mimetismo batesiano |
Il mimetismo batesiano, descritto per la prima volta nel 1862 dal naturalista britannico Henry Walter Bates, consiste nell’imitazione di specie non appetibili da parte di specie che vengono normalmente predate perché appetibili. Le specie che manifestano questa modalità mimetica sono dette mimi; le specie imitate sono definite modelli. Un esempio classico, studiato da Bates, è costituito da alcune specie di farfalle dell’America centrale, che imitano la colorazione della farfalla monarca, velenosa. Bates, in particolare, restò colpito dalla somiglianza di tali specie, che non risultano affini da un punto di vista filogenetico.
Le osservazioni del naturalista britannico, a pochi anni dalla pubblicazione dell’Origine delle specie di Charles Darwin, sembravano supportare la teoria della selezione naturale: infatti, si può pensare che gli uccelli predatori abbiano rappresentato gli agenti selettivi che, cacciando le specie di farfalle commestibili, hanno evitato quelle che somigliavano alle specie velenose, favorendone la sopravvivenza.
| 5. | Un tipo particolare di mimetismo |
Un tipo particolare di mimetismo è quello di alcune specie di orchidea, tra cui Ophrys apifera, il cui fiore ricorda nella forma e nella colorazione l’addome di un’ape mellifera femmina e, con tale stratagemma, attira i maschi di ape. Il mimetismo, in questo caso, favorisce l’impollinazione e, quindi, la sopravvivenza della specie vegetale.