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Apparato tegumentario
1. Introduzione

Apparato tegumentario o Pelle In anatomia, struttura protettiva di rivestimento che ricopre la superficie esterna del corpo. In coincidenza delle aperture del corpo la cute continua, senza soluzione di continuità, nelle membrane mucose che rivestono le superfici delle cavità interne. La pelle forma una barriera protettiva contro l'azione degli agenti fisici, chimici e batterici sui tessuti più profondi dell'organismo; contiene le terminazioni nervose responsabili, ad esempio, della sensibilità tattile, termica e dolorosa.

2. Anatomia

La pelle è formata da due strati distinti: l'epidermide e il derma. L'epidermide è a sua volta formata da diversi strati, il più superficiale dei quali (strato corneo) è composto da cellule piatte e prive di nucleo. Queste sono ripiene di cheratina, una sostanza complessa di natura proteica morte che protegge la pelle. I cheratinociti vengono continuamente eliminate dalla superficie della pelle e sostituite da uno strato di cellule basali, detto stratum germinativum o organo di Malpighi. Il derma, di natura connettivale, è formato da una rete di fibre collagene e di fibre elastiche; contiene vasi sanguigni, nervi, globuli di grasso, le ghiandole sudoripare e, alla base dei follicoli piliferi, le ghiandole sebacee. La superficie di contatto tra l'epidermide e il derma è molto irregolare ed è formata da una successione di sporgenze digitiformi (papille), più piccole dove la pelle è sottile e più lunghe sulle palme delle mani e sulle piante dei piedi; qui le papille sono associate a creste epidermiche che costituiscono le impronte digitali. Ogni papilla contiene un'ansa capillare di vasi sanguigni o una terminazione nervosa specializzata. Le anse vascolari, che riforniscono l'epidermide delle necessarie sostanze nutritive, sono circa quattro volte più concentrate delle papille nervose.

Il colore della pelle varia in base alla quantità del pigmento melanina depositato nei melanociti, speciali cellule cutanee dalla forma stellata, che dipende da fattori ereditari e dall'esposizione alla luce solare. La pelle ha uno spessore variabile da 0,5 mm sulle palpebre a 4 mm o più sulle palme delle mani e sulle piante dei piedi.

3. Fisiologia

Attraverso l'attività delle ghiandole sudoripare e dei vasi sanguigni, la pelle contribuisce a mantenere costante la temperatura corporea. Quando questa aumenta, il calore viene, infatti, disperso grazie alla dilatazione dei vasi e all'aumento del flusso del sangue verso la superficie. Quando, invece, la temperatura si abbassa, i vasi sanguigni si contraggono, riducendo il flusso sanguigno e la conseguente dispersione di calore attraverso la pelle.

Le ghiandole sudoripare che secernono il sudore si trovano in tutte le parti del corpo; sono più numerose sulle palme delle mani e sulle piante dei piedi mentre sono relativamente più rade sulla pelle del dorso. Ogni ghiandola è formata da un tubulo convoluto, situato nel tessuto sottocutaneo, e da un dotto che sbocca sulla superficie esterna, dopo avere attraversato derma ed epidermide. Le ghiandole sebacee secernono sebo, che serve a lubrificare e ad ammorbidire la pelle; sboccano nei follicoli piliferi a breve distanza dalla superficie dell'epidermide.

4. Malattie della pelle

La pelle è esposta a numerose malattie, che possono avere sia cause esterne che interne. L'infiammazione cutanea o dermatite è una conseguenza frequente dell'esposizione ad agenti fisico-chimici, al contatto con tossine vegetali o a un'eccessiva irradiazione solare. L'infezione della pelle da parte di streptococchi piogeni può provocare impetigine ed erisipela; le infezioni dermatologiche possono diffondersi a tutto il resto del corpo, come nel caso della sifilide, del vaiolo e della tubercolosi. Anche le malattie esantematiche, ad esempio il morbillo, la scarlattina e la varicella, possono provocare manifestazioni dermatologiche. Sostanze estranee a cui l'organismo è ipersensibile possono provocare una forma di allergia della pelle, chiamata comunemente orticaria; opportune prove allergiche, praticate mediante un piccolo graffio sulla pelle sul quale viene poi applicata una piccola quantità di sostanza allergenica, servono a indicare, attraverso il tipo e l'entità della cutireazione, il livello di ipersensibilità. L'eczema, in passato ritenuto la più comune malattia dermatologica, viene oggi considerato piuttosto la manifestazione di svariate condizioni, come irritazioni locali da agenti esterni, disturbi ematologici e allergia. Una grave patologia della pelle è il melanoma, la cui insorgenza sembra essere favorita da un’eccessiva esposizione ai raggi solari.

5. Trapianto di pelle

Talvolta, ampie zone di pelle possono andare distrutte a causa di ustioni o di malattie, o essere asportate in seguito a un intervento chirurgico. In certi casi la rigenerazione della pelle in queste zone può avvenire naturalmente, per proliferazione cellulare a partire dai margini circostanti di pelle sana e dalle appendici cutanee sottostanti. La formazione di tessuto cicatriziale impedisce, tuttavia, la ricrescita della pelle sopra la zona denudata e può provocare una minore funzionalità della zona a causa della formazione di retrazioni o di aderenze. La copertura completa della zona lesa è facilitata dal ricorso a innesti cutanei, a tutto spessore o a spessore parziale (a seconda dell'indicazione) prelevate da un'altra parte del corpo (sito donatore) e applicate sulla superficie lesa (sito ricevente). Nei casi riusciti, l'innesto viene inizialmente nutrito dal siero emesso dal tessuto leso e poi dalla proliferazione di capillari, che dal tessuto sottostante vanno a colonizzare l'innesto. Alla fine, l'innesto si fonde con la pelle circostante, coprendo tutta la zona.

Generalmente, gli innesti permanenti possono essere effettuati solo con frammenti di pelle prelevati dal corpo dello stesso individuo (autotrapianti) o di un gemello identico. Con l'eccezione dei trapianti tra gemelli identici, in genere gli innesti vengono riassorbiti in circa tre settimane. Sono state anche messe a punto tecniche di innesto di pelle artificiale, allo scopo di proteggere temporaneamente le ferite durante la guarigione. La pelle artificiale è formata da uno strato di derma di fibre proteiche animali e da uno strato epidermico di plastica al silicone. La pelle può essere anche clonata in vitro, anche se ciò che si riesce finora a ottenere è un tessuto privo della flessibilità necessaria alla crescita. Vedi anche Chirurgia plastica.