Catullo, Caio Valerio
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Catullo, Caio Valerio
2. Il Liber

Le 116 poesie del suo Liber (giunto a noi certamente incompleto) sono divise in tre gruppi secondo criteri sostanzialmente metrici: il primo gruppo è costituito da sessanta brevi liriche in metri vari, le cosiddette nugae ('cose da nulla'), di carattere lirico, amoroso o satirico; al centro si trovano gli otto componimenti più lunghi ed elaborati, i cosiddetti carmina docta ('carmi dotti'), tra i quali spiccano quello ispirato al mito di Attis (carme 63), quello che canta l'amore di Peleo e Teti (carme 64) e la traduzione della Chioma di Berenice di Callimaco (carme 66); il terzo gruppo è costituito da epigrammi di argomento vario in distici elegiaci. L'amore per Lesbia fu l'esperienza dominante della vita e della vicenda poetica di Catullo, che lo visse con un'intensa consapevolezza tra felicità, tempestose rotture, delusione, ritorni. Ma i suoi versi esprimono anche il caldo affetto per gli amici, il dolore per la morte del fratello, entusiasmi e sdegni per situazioni e persone.