Racine, Jean-Baptiste
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Racine, Jean-Baptiste
2. Le tragedie

Il suo primo dramma, La Tebaide o i fratelli nemici, venne rappresentato al Palais Royal dalla compagnia di Molière nel 1664; l’anno successivo andò in scena Alessandro il Grande. Insoddisfatto degli allestimenti del gruppo di Molière, Racine affidò il dramma alla compagnia rivale dell’Hôtel de Bourgogne, che da allora mise in scena tutti i suoi drammi. Il successo fu immediato. E immediata fu anche l’opposizione dei sostenitori di Pierre Corneille, considerato il maggior autore dell’epoca, che sentiva il suo prestigio indebolirsi a causa dell’ascesa di Racine.

Nei dieci anni che seguirono l’allestimento dell’Alessandro il Grande, Racine scrisse tutti i suoi capolavori, sette grandi tragedie, essenzialmente basate su temi legati al mondo classico: Andromaca (1667), Britannico (1669), che sancì l’inizio della querelle tra Corneille e Racine e decretò la netta superiorità di quest’ultimo, Berenice (1670), Bajazet (1672), ambientata in un serraglio di Costantinopoli, Mitridate (1673), Ifigenia (1674) e Fedra (1677). Il successo di Fedra fu offuscato dai nemici di Racine i quali commissionarono a un autore minore, Nicolas Pradon, una Fedra che riscosse, secondo un piano programmato, maggior plauso del capolavoro di Racine. Ma il piano per mettere in ombra il grande tragediografo non sortì grandi risultati e Racine, consacrato a corte con la nomina di storiografo ufficiale di Luigi XIV, nel 1672 fece il suo ingresso all’Académie Française. Qualche anno prima aveva scritto una commedia, I litiganti (1668), estrosa canzonatura dei processi nella Parigi secentesca, e due tragedie di argomento biblico, commissionategli da Madame de Maintenon per le educande del convento di Saint-Cyr: Ester (1689) e Atalia (1691).