Primati
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Primati
3. Evoluzione

Secondo quanto testimoniato dai resti fossili, i più antichi dei quali risalgono a circa 55 milioni di anni fa, i primati fecero la loro comparsa sulla Terra nel Paleocene: si trattava di forme vicine agli attuali lemuriformi che disponevano già di un primo dito quasi totalmente opponibile. Nel corso dell’evoluzione questi animali, da notturni e insettivori che erano, divennero progressivamente diurni e frugivori; di conseguenza la loro vista divenne più acuta, ai danni del senso dell’olfatto: gli occhi divennero frontali, consentendo una visione tridimensionale.

Circa 30 milioni di anni fa si sviluppò in Africa un primate più evoluto, una vera e propria scimmia, che entrò in competizione con i lemuri, sia per lo spazio vitale che per le risorse alimentari. I lemuri vennero sopraffatti dalle nuove scimmie ovunque, tranne che in Madagascar, che nel frattempo si era staccato dal continente diventando un’isola. Per questo motivo oggi i lemuri sono limitati all’isola del Madagascar e alle vicine isole Comore.

Recenti studi di carattere statistico effettuati sui fossili a disposizione negano invece l’origine paleocenica dei primati: secondo tali studi, i primati sarebbero comparsi sul pianeta ben prima del Paleocene, vale a dire circa 85 milioni di anni fa. Questo implicherebbe che i mammiferi antenati dell’uomo abbiano convissuto per un certo periodo con i dinosauri, che la loro evoluzione possa aver risentito della deriva dei continenti dovuta alle dinamiche tettoniche della litosfera terrestre e che anche la linea evolutiva che avrebbe portato allo sviluppo dell’uomo si sia staccata prima di quanto si pensi attualmente: non cinque, ma otto milioni di anni fa.

A prescindere dall’epoca della loro origine, l’evoluzione dei primati procedette in direzione di un aumento delle dimensioni corporee, generalmente accompagnato da un proporzionale aumento della massa cerebrale. I primi ominidi (scimmie antropomorfe preumane) apparvero circa 5 milioni di anni fa. Da allora andarono incontro a un progressivo processo evolutivo che li portò ad assumere l’andatura bipede e la stazione eretta in una fase piuttosto precoce della loro storia.