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Nella Firenze umanistica |
Aperta una propria bottega verso il 1470, fu per quasi tutta la vita al servizio dell'aristocrazia della città, in primo luogo dei Medici. A illustri esponenti della potente famiglia fiorentina furono dedicati numerosi ritratti (celebre quello di Giuliano de' Medici, 1475-76, National Gallery of Art, Washington), ma allusioni o riferimenti espliciti alla loro cerchia tornano anche in opere realizzate per altri committenti (ad esempio, nell'Adorazione dei Magi degli Uffizi, 1476-77). Alla corte di Lorenzo il Magnifico, Botticelli conobbe i filosofi Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, attraverso i quali si accostò al pensiero neoplatonico. L'intento di conciliare la cultura e il mondo classici con il pensiero cristiano gli ispirò le sue opere più celebri, La Primavera (1478 ca.) e la Nascita di Venere (1482 ca.), oggi conservate agli Uffizi di Firenze. Le due opere – in cui eleganti figure immerse in una delicata luce dorata si dispongono in equilibrate composizioni di linee e forme – sono ricche di riferimenti simbolici e allegorici, la cui interpretazione è tuttora incerta.
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