Guerra Fredda
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Guerra Fredda
2. Origini delle ostilità

Il successo del comunismo in Russia nel 1917 (vedi Rivoluzione d'ottobre) e la formazione dell'Unione Sovietica furono visti con forte sospetto dalle principali nazioni occidentali (Stati Uniti inclusi) e dal Giappone, che intervennero nelle vicende successive del paese sostenendo le Armate bianche controrivoluzionarie in lotta contro i bolscevichi, sino a tutto il 1922. L'Unione Sovietica venne isolata diplomaticamente fino alla seconda guerra mondiale, quando anch'essa entrò a far parte del fronte costituitosi contro le potenze dell'Asse. La liberazione dell'Europa orientale dalle forze nazifasciste attuata dalle armate di Stalin determinò l'inclusione di quella regione nella sfera d'influenza sovietica, alterando profondamente l'equilibrio politico internazionale prebellico. Dopo una fase iniziale di indecisione, il presidente americano Harry Truman adottò una linea politica decisa nei confronti di Stalin, rivedendo molte delle posizioni concilianti assunte su diversi temi dal suo predecessore, Franklin Delano Roosevelt, al fine di prolungare oltre la fine delle ostilità l'alleanza con URSS e Gran Bretagna. La crescente diffidenza reciproca caratterizzò quindi le relazioni tra le due superpotenze.