Circuito elettrico
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Circuito elettrico
2. Componenti di un circuito elettrico

Esistono diversi tipi di componenti circuitali, ciascuno con caratteristiche e funzioni specifiche. Un primo criterio di classificazione consiste nel suddividerli in componenti attivi e componenti passivi. Fanno parte della prima categoria soltanto i generatori: la loro funzione è quella di mantenere la differenza di potenziale ai capi del circuito, per garantire il flusso della corrente elettrica. Senza un generatore, la differenza di potenziale iniziale che attiva la corrente verrebbe in breve tempo colmata, rendendo impossibile l’ulteriore funzionamento del circuito e dei suoi componenti. Sono esempi di generatori elettrici la pila (che sfrutta l’energia chimica delle reazioni che avvengono al suo interno per mantenere la differenza di potenziale nel circuito) e la dinamo (che sfrutta effetti magnetici per produrre corrente continua).

Tutti gli altri elementi di un circuito sono da considerarsi passivi, poiché non producono energia elettrica come il generatore, ma la impiegano per eseguire funzioni specifiche. Si chiama resistore qualunque elemento passivo del circuito che opponga resistenza al passaggio della corrente, secondo quanto prescritto dalla prima legge di Ohm. Anche solo un tratto del filo conduttore di un circuito può essere considerato un resistore: mentre fluiscono al suo interno, gli elettroni di conduzione trovano ostacolo al loro moto negli urti con gli ioni fissi del reticolo cristallino; questo effetto che si oppone al fluire della corrente viene appunto quantificato dal parametro chiamato resistenza. Altri esempi di resistori sono il filamento di una lampadina o la resistenza di un asciugacapelli.

Il condensatore è un altro elemento passivo di un circuito, costituito da una coppia di conduttori affacciati detti armature, separati da un mezzo dielettrico opportuno. La sua funzione è quella di accumulare carica elettrica sulle armature e, quindi, di immagazzinare parte dell’energia elettrica erogata dal generatore. Il parametro caratteristico che quantifica la capacità del condensatore di immagazzinare carica elettrica si chiama appunto capacità, ed è definita come il rapporto tra la quantità di carica accumulata sulle armature e la tensione applicata ai capi del condensatore.

Si chiama induttore, infine, un elemento del circuito in cui prevale, fra tutti, l’effetto induttivo, vale a dire la tendenza a farsi attraversare da una corrente di verso opposto a quella circolante nel circuito, secondo le leggi dell’induzione elettromagnetica. Il parametro che quantifica questo effetto prende il nome di induttanza.