| Trova nell'articolo | Platelminti | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Platelminti o Vermi piatti Phylum di animali invertebrati dal corpo appiattito e vermiforme, frequentemente parassiti. Noti anche come “vermi piatti”, sono i più semplici animali dotati di un’estremità cefalica e di simmetria bilaterale. Il phylum è suddiviso in tre classi: quella dei turbellari, comprendente forme a vita libera (non parassite) meglio note come planarie; quella dei cestodi, che allo stadio adulto vivono come parassiti nel canale alimentare dei vertebrati; e quella dei trematodi, anch’essi parassiti di diversi animali.
| 2. | Caratteristiche fisiche |
La superficie esterna dei vermi piatti che conducono vita libera, spesso vivacemente pigmentata, è coperta di ciglia atte alla locomozione; le forme parassite, invece, sono avvolte da un tegumento resistente, capace di proteggerle nell’ambiente dell’apparato digerente degli ospiti. Al di sotto dello strato cutaneo si trova uno strato muscolare relativamente ben sviluppato, che consente al corpo di dilatarsi e di contrarsi. I vermi piatti non hanno una vera cavità corporea e gli spazi fra gli organi sono riempiti di un tessuto connettivo detto parenchima; in questo senso i platelminti vengono generalmente definiti, insieme ai nemertini, animali acelomati.
L’estremità anteriore del corpo è specializzata per la percezione sensoriale e, nelle forme più evolute, contiene un ganglio da cui si dipartono alcuni cordoni nervosi longitudinali; nei platelminti più primitivi, invece, il sistema nervoso è una semplice rete neuronale localizzata al di sotto dello strato cutaneo. Ciglia con funzione sensoriale e ocelli rudimentali sensibili alla luce possono essere presenti nelle specie che conducono vita libera e nelle larve delle forme parassite. Quando è presente, il canale alimentare è incompleto: ha una forma a sacco o ramificata e ha una sola apertura sul lato ventrale del corpo, che funge sia da bocca che da ano; questa, nella maggior parte delle planarie, può presentare un faringe estroflettibile in grado di aspirare o catturare l’alimento.
I vermi piatti non hanno sangue, né sistema vascolare; la distribuzione delle sostanze nutritive, come pure dell’ossigeno per la respirazione, avviene a livello cellulare ed è agevolata dalla ramificazione del canale alimentare. L’assenza di apparati di distribuzione specializzati limita le dimensioni di questi animali, che sono generalmente molto piccoli. Le forme più lunghe di qualche millimetro, parassite, sono sempre estremamente sottili, in modo da consentire il passaggio dell’ossigeno e del nutrimento dall’ambiente a tutte le cellule del corpo. Cellule ciliate specializzate, dette cellule a fiamma, collegate con l’esterno del corpo mediante una rete di tubi, nel loro insieme formano il sistema escretore.
| 3. | Riproduzione e sviluppo |
L’apparato riproduttivo è relativamente complesso. La maggior parte dei platelminti è ermafrodita e mette in atto la fecondazione incrociata, attraverso l’accoppiamento tra due individui che si scambiano gli spermatozoi. In questi casi, la copulazione avviene mediante un organo maschile specializzato per penetrare l’epidermide. I vermi piatti sono anche capaci di riprodursi asessualmente, per scissione. Quest’ultima modalità è frequente nei vermi parassiti, che devono ovviare alla difficoltà di accoppiarsi con altri individui all’interno di un ospite. Tra i turbellari è diffusa inoltre la capacità di rigenerazione, vale a dire la possibilità di ricreare individui interi indipendenti da frammenti di un unico verme. Lo sviluppo delle forme a vita libera può prevedere o meno uno stadio larvale.
Le specie adattate agli ambienti umidi della terraferma sono in grado di alternare fasi di riproduzione asessuata a fasi di riproduzione sessuata. Quest’ultima si rende necessaria in particolare in condizioni ambientali avverse; in questi casi, a fecondazione avvenuta, il platelminta depone delle uova imbozzolate all’interno di strutture protettive in grado di resistere anche per lunghi periodi. Le specie parassite hanno cicli vitali anche molto complessi, che in alcuni casi prevedono più forme larvali e il passaggio attraverso quattro o cinque ospiti diversi.
| 4. | Ecologia |
Delle oltre 13.000 specie conosciute di platelminti, la gran parte sono parassite. Le varietà che conducono vita libera abitano qualunque tipo di ambiente, sulla terra e nelle acque dolci e salate; si nutrono prevalentemente di plancton e costituiscono cibo per pochi predatori. I platelminti parassiti che presentano un ciclo vitale complesso spesso non riescono a concluderlo per la difficoltà di trovare l’ospite. Per far fronte a questo problema la maggior parte delle specie è estremamente prolifica ed è capace di regolare i tempi della riproduzione in base alle eventuali variazioni stagionali nella popolazione delle specie ospiti. Molti platelminti infestano l’uomo causando gravi malattie: tra i trematodi, il genere Schistotoma, responsabile della schistosomiasi; tra i cestodi, la tenia (Taenia solium), meglio nota con il nome di verme solitario, responsabile della teniasi.
| 5. | Classificazione scientifica |
I vermi piatti costituiscono il phylum dei platelminti, comprendente le tre classi dei cestodi, dei trematodi e dei turbellari.