| Platelminti | Articolo | ||||
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| 3. | Riproduzione e sviluppo |
L’apparato riproduttivo è relativamente complesso. La maggior parte dei platelminti è ermafrodita e mette in atto la fecondazione incrociata, attraverso l’accoppiamento tra due individui che si scambiano gli spermatozoi. In questi casi, la copulazione avviene mediante un organo maschile specializzato per penetrare l’epidermide. I vermi piatti sono anche capaci di riprodursi asessualmente, per scissione. Quest’ultima modalità è frequente nei vermi parassiti, che devono ovviare alla difficoltà di accoppiarsi con altri individui all’interno di un ospite. Tra i turbellari è diffusa inoltre la capacità di rigenerazione, vale a dire la possibilità di ricreare individui interi indipendenti da frammenti di un unico verme. Lo sviluppo delle forme a vita libera può prevedere o meno uno stadio larvale.
Le specie adattate agli ambienti umidi della terraferma sono in grado di alternare fasi di riproduzione asessuata a fasi di riproduzione sessuata. Quest’ultima si rende necessaria in particolare in condizioni ambientali avverse; in questi casi, a fecondazione avvenuta, il platelminta depone delle uova imbozzolate all’interno di strutture protettive in grado di resistere anche per lunghi periodi. Le specie parassite hanno cicli vitali anche molto complessi, che in alcuni casi prevedono più forme larvali e il passaggio attraverso quattro o cinque ospiti diversi.