| Smaltimento dei rifiuti solidi | Articolo | ||||
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| 2. | Produzione e smaltimento dei rifiuti in Italia |
In Italia, il monitoraggio dei sistemi di smaltimento dei rifiuti è affidato all’Osservatorio nazionale dei rifiuti (ONR), istituito con il decreto n. 369 del 18/4/2000, e avente sede a Roma. Questo ente nasce infatti con il compito di verificare le modalità di smaltimento, l’efficacia della gestione dei rifiuti nelle diverse realtà territoriali, con particolare riguardo ai rifiuti pericolosi, e la tutela della salute pubblica e dell’ambiente in relazione alla presenza di discariche e inceneritori. In collaborazione con l’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (APAT), l’ONR elabora periodicamente il “Rapporto rifiuti”, analizzando la situazione italiana.
Facendo particolare riferimento ai rifiuti urbani, secondo i dati ONR-APAT, nell’anno 2002 la produzione è stata di circa 29,8 milioni di tonnellate, con un incremento dell’1,3% rispetto al 2001 e una media di 516 kg/abitante per anno; nei paesi dell’Unione europea (considerando gli stati membri al momento della realizzazione del rapporto), la produzione di rifiuti ha superato i 198 milioni di tonnellate, con una media di 527 kg/abitante per anno.
La modalità principale di smaltimento dei rifiuti in Italia è: mediante discariche controllate che, secondo il Rapporto già citato, riguarda il 67,1% dei rifiuti; seguono la produzione di CDR (combustibile derivato dai rifiuti) (12,7%), l’incenerimento e termovalorizzazione (8,7%), la produzione di compost da frazioni selezionate di rifiuti (scarti organici di cibo, residui verdi di potature, fanghi industriali e rifiuti organici del settore agro-alimentare) (5,8%) e altre forme di recupero (5,7%) come la produzione di biocombustibile.