| Emozione | Articolo | ||||
| Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File. | |||||
| 2. | Teorie sulle emozioni |
Attualmente non esiste una teoria sistematica e completa sulle emozioni, ma varie teorie si sono occupate di aspetti specifici della questione. Una delle prime fu la teoria di James-Lange, sviluppata in modo indipendente verso la fine dell’Ottocento dallo statunitense William James e dal medico danese Carl Georg Lange. Secondo questa teoria l’emozione coincide con l’esperienza della modificazione somatica: quando lo stimolo viene percepito si ha una modificazione fisiologica, che viene a sua volta percepita come emozione.
Negli anni Venti del Novecento la teoria di James-Lange fu posta in discussione dai fisiologi statunitensi Walter B. Cannon e Philip Bard. Secondo la teoria di Cannon e Bard, l’emozione non coincide con la sensazione somatica. L’origine dell’emozione sarebbe nel talamo: la percezione di uno stimolo sollecita il talamo, che invia impulsi al sistema nervoso simpatico, producendo la reazione fisiologica, e alla corteccia cerebrale, generando la percezione dell’emozione.
I comportamentisti si sono interessati solo alla manifestazione visibile dell’emozione, cioè al comportamento emotivo che, secondo lo psicologo John B. Watson, è provocato dall’azione degli stimoli sensoriali sul sistema nervoso per mezzo degli organi di senso. Le emozioni, quindi, sono sequenze comportamentali apprese.