| Trova nell'articolo | Canidi | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Canidi Famiglia di mammiferi carnivori comprendente circa 40 specie fra lupi, coyote, sciacalli, volpi, dusicioni (volpi sudamericane), dingo, cuon (Cuon alpinus) e cani domestici. Diffusi in tutti i continenti eccettuata l’Antartide, sono bene adattati ai climi più disparati: ad esempio, la volpe artica (Alopex lagopus) vive sulle banchise e ad alte quote, oltre il limite della vegetazione arborea; i rari speoti (Speothos venaticus) abitano le savane equatoriali del Sud America.
I canidi presentano un'eccezionale plasticità genetica: in altre parole, nell'ambito di una stessa specie, le diverse varietà si adattano rapidamente, per dimensioni e costituzione fisica, a climi e condizioni ambientali differenti. Il dingo australiano (Canis dingo), ad esempio, si è probabilmente adattato due volte, dapprima in Asia, in tempi preistorici, passando dallo stato selvatico a quello domestico, e poi regredendo allo stato selvatico in Australia, quando vi venne introdotto circa 3500 anni fa.
| 2. | Caratteristiche fisiche |
I canidi sono caratterizzati da zampe lunghe e sottili, muso affusolato, denti canini sviluppati e artigli non retrattili; inoltre, fatta eccezione per il licaone africano (Lycaon pictus), hanno tutti cinque dita sugli arti anteriori e quattro su quelli posteriori. Le loro dimensioni variano da quelle del piccolo fennec (Fennecus zerda), che pesa al più 1,5 kg, a quelle del lupo grigio (Canis lupus), che può raggiungere gli 80 kg.
| 3. | Comportamento |
I canidi hanno i sensi dell'olfatto e dell'udito altamente sviluppati, per cui sono in grado di cacciare di notte come di giorno. In genere esplorano il proprio territorio procedendo al trotto, per lanciarsi poi in corsa quando devono inseguire la preda. Sono essenzialmente carnivori, sebbene molte specie, in caso di necessità, si accontentino anche di frutti e altri vegetali. Le loro prede favorite sono piccoli roditori, insettivori, conigli, ma anche insetti e carogne; i lupi, i più grandi e potenti tra i canidi, possono ambire a prede di taglia maggiore, come gli ungulati. Le specie più spiccatamente sociali, come il licaone, il lupo e il cuon, cacciano in branco; si sa di gruppi di cuon, costituiti da una trentina di individui, che hanno catturato tigri e orsi. Sono pochissimi i casi documentati di attacchi non provocati, sferrati da lupi o cuon contro esseri umani.
I canidi sono in genere animali fortemente territoriali. L’ampiezza del territorio, che viene marcato con l’urina, varia da specie a specie, e in taluni casi può dipendere dal sesso, dall'età dell’individuo e dalla disponibilità di cibo. Una particolarità dei lupi è che non tollerano i coyote nel proprio territorio.
La principale forma di comunicazione per i canidi è la voce: essi emettono diversi tipi di suoni e richiami come abbai, latrati e ululati. La posizione e il movimento delle orecchie e della coda e l'arruffamento del pelo del collo sono per questi animali altri importanti sistemi di comunicazione, con significato di sottomissione o minaccia.
| 4. | Riproduzione |
Nei canidi la maturità sessuale viene raggiunta non prima di uno o due anni. Nella maggior parte di essi il periodo del calore (estro) si verifica una volta all’anno; fanno eccezione i cani domestici, nei quali l’estro è più frequente. La gestazione dura dai 50 ai 70 giorni, al termine dei quali la femmine partorisce da 2 a 13 piccoli, che alla nascita sono ciechi. In alcune specie di volpe l’allattamento si prolunga per circa 10 settimane.
| 5. | Evoluzione |
Come altri carnivori, anche i membri della famiglia dei canidi si sono evoluti da un mammifero eocenico, carnivoro e arboricolo, simile alla genetta. Un tempo raggruppati insieme ad altri carnivori come gli orsi e i procioni, oggi i canidi sono considerati filogeneticamente più vicini ai felidi. Nel corso dell'Oligocene comparvero circa 50 specie diverse dalle caratteristiche simili a quelle dei canidi, con zampe adatte alla corsa e piedi ben sviluppati, muniti di artigli non affilati. I primi lupi e le prime volpi comparvero intorno al Pliocene superiore. Il licaone, il cuon e lo speoto si svilupparono probabilmente lungo linee evolutive distinte, che si separarono dal ceppo del cane eocenico quasi contemporaneamente alle iene.
| 6. | Ruolo ecologico |
Fino a poco tempo fa i canidi selvatici, ritenuti pericolosi per il bestiame e la selvaggina, venivano cacciati dall’uomo e uccisi. L'eliminazione sistematica dei coyote e delle volpi da alcune aree ha così dato luogo a un enorme incremento delle popolazioni di roditori, che si nutrono di parte della vegetazione destinata al bestiame, arrecando danni all’allevamento e all’agricoltura. Il ruolo ecologico positivo dei canidi è stato quindi riconosciuto, anche in considerazione del fatto che generalmente essi eliminano i membri più deboli delle popolazioni predate, contribuendo così alla selezione naturale di queste specie.
| 7. | Cani e lupi |
Il genere Canis comprende lupi, cani, sciacalli e coyote. Il lupo comune o lupo grigio (Canis lupus), un tempo diffuso in tutta l'Europa, l'Asia e il Nord America, oggi si è ritirato nelle regioni più remote e incontaminate di questi continenti; si ritiene che da esso derivino tutte le oltre 400 razze di cane domestico oggi esistenti. Il lupo rosso (Canis rufus), che un tempo viveva nel Nord America in un'area compresa tra il Texas, la Pennsylvania e la Florida, è oggi una specie in pericolo di estinzione. Il coyote (Canis latrans), viceversa, ha recentemente esteso il proprio areale, e oggi si trova in gran parte del territorio degli Stati Uniti. Tre specie di sciacallo, lo sciacallo dorato (Canis aureus), lo sciacallo dalla gualdrappa (Canis mesomelas) e lo sciacallo striato (Canis adustus), vivono principalmente in Africa. In passato si pensava che anche lo sciacallo dovesse essere considerato un antenato del cane domestico; questa possibilità è stata infine messa in dubbio in considerazione del fatto che rispetto a quest’ultimo presenta un cranio più affusolato, manifesta un comportamento meno sociale e ulula in modo differente.
| 8. | Volpi |
Esistono circa 10 specie di volpi riunite nel genere Vulpes, diffuse in Eurasia, nel Nord America, in Africa e, per introduzione dell’uomo, anche in Australia. Molte di esse amano vivere in prossimità degli insediamenti umani. Sono dotate di sensi della vista, dell’udito e dell’olfatto molto sviluppati e manifestano un comportamento guardingo che ha guadagnato loro la reputazione di animali astuti e intelligenti. Sono resistenti nella corsa e possono raggiungere velocità di circa 45 km/h. Emettono un forte odore dalle ghiandole caudali. La specie più rappresentativa del genere Vulpes è la volpe rossa, o volpe comune (Vulpes vulpes). La volpe artica, caratterizzata da una pelliccia bianca d’inverno e bruna d’estate, appartiene invece a un genere diverso, essendo classificata Alopex logopus. Il fennec (Fennecus zerda) è una piccola volpe dalle abitudini notturne, diffuse nelle regioni più aride dell’Africa. La volpe grigia, appartenente al genere Urocyon, è l’unico canide capace di arrampicarsi sugli alberi.
| 9. | Altri canidi |
Il cane procione (Nyctereutes procyonoides), così chiamato per la mascherina sul muso, vive tra la Siberia orientale, alcune regioni della Cina e il Giappone. È uno dei canidi di taglia più piccola; ha il pelo lungo e la coda folta e cespugliosa; nelle zone a clima più rigido passa gran parte dell'inverno in letargo.
Il lupo dalla criniera (Chrysocyon brachyurus) vive nel Sud America, tra il Brasile e l'Argentina settentrionale. Ha un aspetto simile a quello di una volpe con le zampe molto lunghe ed è dotato di una criniera erettile sul collo e sulle spalle. Alto pressappoco come il lupo grigio, è di costituzione più leggera. È un animale notturno e solitario; non particolarmente veloce nella corsa, caccia in appostamento, cogliendo le prede di sorpresa.
Lo speoto (Speothos venaticus) è un canide dalla costituzione tarchiata, con zampe, orecchie e coda corte, che vive nelle foreste e nelle savane. Caccia di notte in branchi di un massimo di dieci individui; spesso insegue a nuoto i paca e i capibara, che sono tra le sue prede preferite. In cattività lo speoto si comporta in modo molto simile a un cane.
Il cane delle isole Falkland (Dusicyon australis), oggi estinto, aveva fama di essere un animale curioso e poco guardingo, che seguiva i primi esploratori giunti sulle isole Falkland al largo della costa argentina. Quando le isole furono colonizzate, questi canidi vennero uccisi per ricavarne pellicce e per proteggere le greggi di pecore, finché nel 1876 non furono completamente sterminati.
Altri canidi sono il licaone (Lycaon pictus), un predatore delle regioni dell’Africa subsahariana; il cuon alpino (Cuon alpinus), di aspetto simile a un cane domestico e diffuso in Asia; e l’otocione (Otocyon megalotis), una specie dell’Africa meridionale, dotato di grandi orecchie simili a quelle del fennec.
Classificazione scientifica: I canidi costituiscono una famiglia dell’ordine dei carnivori, classe mammiferi, phylum cordati.