| Fede | Articolo | ||||
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| 1. | Introduzione |
Fede Atteggiamento che coinvolge la volontà e l’intelletto umani e si rivolge a una persona, a un’idea o all’essere divino. I teologi cristiani contemporanei sottolineano unanimi la natura esistenziale della fede: essa si radica nella libertà dell’uomo, nella quale contemporaneamente agiscono “apertura” all’altro e motivi di plausibilità che possono essere razionalmente verificati.
La struttura della fede mostra quindi una complessità che la rende irriducibile sia all’arbitrio personale (che condurrebbe semmai al fideismo) sia alla dimostrabilità empirica o razionale (per la quale gli argomenti addotti condurrebbero necessariamente al credere).
La tradizione cristiana ha articolato questo discorso insistendo sul tema del “dono”: la fede è dono che procede da Dio, ma non suppone qualcuno che lo riceva inconsapevolmente, bensì un soggetto che lo accolga valorizzandolo come tale.
Sia i Vangeli sia le lettere di san Paolo mostrano la necessità di uscire dai pregiudizi per poter cogliere la novità rappresentata da Gesù, ma nello stesso tempo continuamente si riferiscono alla Scrittura e alla sua autorità per mostrare il compimento delle promesse avvenuto nella vicenda di Gesù.
La dialettica fede-opere, già presente in san Paolo e che ha attraversato (e lacerato), la storia del cristianesimo occidentale, intende infatti comprendere le due dimensioni connesse al credere: l’apertura assoluta a Dio che si rivela (fede) e la consistenza umana della libera decisione (opere).