| Nova e supernova | Articolo | ||||
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| 3. | Supernovae |
Le esplosioni di supernova sono molto più spettacolari e distruttive delle novae. Si verificano più spesso nelle galassie esterne, mentre nella Via Lattea non avvengono più di una volta ogni quattro o cinque anni e, malgrado la loro luminosità aumenti di vari miliardi di volte, raramente sono visibili a occhio nudo. Fino al 1987 solo poche supernovae erano state identificate con certezza dall’analisi dei documenti storici; la più famosa avvenne nel 1054, dando luogo all’attuale Crab Nebula (nebulosa del Granchio). In tempi recenti, la più importante supernova è stata osservata il 24 febbraio 1987 nella Grande Nube di Magellano; essa ha mostrato alcune caratteristiche inusuali ed è tuttora oggetto di studi approfonditi.
I meccanismi che producono le supernovae sono meno noti di quelli che interessano le novae, in particolare nel caso di stelle di massa intermedia, poco maggiore di quella del Sole. Le stelle più massive a volte esplodono quando giungono verso la fine della loro evoluzione, come conseguenza di un violento collasso gravitazionale che si verifica quando la pressione creata nelle reazioni nucleari non è più sufficiente a equilibrare il peso degli strati esterni della stella. Una supernova di questo genere è detta di “tipo II”.
Gli astronomi ritengono che invece una supernova di “tipo I” sia simile a una nova; essa è membro di un sistema binario che riceve un continuo rifornimento di carburante, catturando materia dal suo compagno dilatato.
L’esplosione di una supernova può essere quasi completamente distruttiva, lasciando come resto solo un guscio di gas in espansione, nel cui centro si trova una pulsar, cioè una stella di neutroni in rapida rotazione (vedi Stella di neutroni; Pulsar). Le supernovae contribuiscono significativamente all’apporto di materia interstellare dalla quale si formano nuove stelle.