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| 2. | Ciclo idrologico |
I fiumi hanno una parte relativamente piccola nel complesso del ciclo idrologico: la quasi totalità dell'acqua presente sulla Terra è salata: gli oceani infatti ne contengono il 96,5%. La percentuale rimanente – il 3,5% – è costituita da acqua dolce, che si trova prevalentemente nelle regioni fredde sotto forma di ghiacciai e di neve oppure sotto la superficie terrestre (vedi Falde acquifere) e, in misura decisamente minore, nei laghi, nell'atmosfera e nei fiumi (0,006%).
Il ciclo idrologico ha inizio quando l'acqua evapora dalle superfici marine e lacustri, dai suoli e dalla vegetazione. Il vapore acqueo entrato a far parte dell’atmosfera condensa, così da formare nubi e generare precipitazioni (pioggia, grandine o neve). In queste forme l’acqua fa ritorno alla superficie terrestre e il ciclo si chiude.
Quando le precipitazioni raggiungono il terreno, l'acqua si infiltra generalmente nel sottosuolo, colando fino alla falda freatica, oppure scorre in superficie verso il basso a causa della gravità. Tuttavia, durante le tempeste e i forti temporali, laddove l'acqua non riesce a penetrare nel suolo nel caso in cui sia già saturo d'acqua oppure nelle città o nelle aree edificate, dove è coperto dal cemento, si riunisce in piccoli corsi d'acqua e scorre in superficie verso il fiume più vicino. L'acqua che raggiunge il fiume è chiamata deflusso superficiale: il ruolo del fiume nel ciclo idrologico è appunto quello di raccogliere il deflusso delle acque provenienti dai rilievi che lo circondano (bacino di drenaggio) e di trasportarlo fino al mare o in qualche lago, dove compensa la perdita dell'acqua che evapora.