Fiume
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Fiume
4. Trasporto di sedimenti

I sedimenti trasportati dai fiumi hanno un ruolo di grande importanza nell'ambiente: il processo con cui infatti l'acqua dei fiumi erode la roccia, trasportandone e depositandone i frammenti, è in larga parte responsabile della morfologia terrestre. Ogni anno i fiumi trasportano circa 20 miliardi di tonnellate di sedimenti negli oceani, una quantità in grado di abbassare la superficie terrestre dei continenti di 3 cm in 1000 anni (senza contare l'azione di altri agenti erosivi, quali vento e ghiaccio). L'azione modellatrice dei fiumi presenta tre caratteristiche diverse: nei pressi della sorgente le acque erodono la roccia, nel tratto mediano del fiume trasportano i sedimenti erosi a monte e infine, vicino alla foce, depositano i sedimenti formando nuovi terreni e suoli.

Nel loro tratto superiore, nei pressi della sorgente, i fiumi incidono nei versanti delle montagne valli strette e profonde, a forma di 'V', causando frane e smottamenti, i cui detriti cadono nei fiumi stessi. La corrente, in alta montagna, è molto forte: quando il fiume incontra strati di roccia particolarmente resistente, che non riesce a erodere, li supera formando rapide e cascate. In molti casi però, con il tempo, l'acqua apre una breccia nello strato resistente e il fiume continua la sua azione modellatrice dei rilievi, erodendo e trascinando sedimenti.

Se l'erosione è particolarmente intensa una grande quantità di sedimenti (vedi Deposito alluvionale) viene depositata dal fiume nel punto in cui sbocca in valle, formando il cosiddetto conoide di deiezione. Qui il terreno è molto fertile e l'acqua per l'irrigazione è abbondante: generalmente, soprattutto nelle valli alpine, i conoidi sono intensamente coltivati e sono occupati da insediamenti umani.

Nel tratto mediano del fiume i sedimenti subiscono una prima selezione: i più pesanti e grossi si fermano sul fondo, mentre gli altri vengono trasportati dalla corrente. Quando il corso d'acqua abbandona le alte quote e i rilievi più scoscesi, il pendio (gradiente) decresce gradualmente e la corrente non ha più la forza di trasportare i ciottoli più grossi, ma soltanto ghiaia, sabbia e fango.

Nel tratto inferiore del fiume il gradiente diminuisce ulteriormente mentre aumenta il processo di deposizione dei sedimenti. Nei bassopiani il fiume amplia la propria golena aumentando il deposito di sabbia e fango ai suoi lati. Di conseguenza vengono a costituirsi con il tempo delle barriere naturali, chiamate argini, su entrambe le sponde.

1. Formazione del delta e dell'estuario

Quando un fiume trasporta grandi quantitativi di sedimenti fino allo sbocco nel mare, in un lago o in un fiume più grande, generalmente crea un delta, terreno alluvionale formato dall’accumulo di sedimenti. Presso il delta il fiume si apre a ventaglio, dividendosi in numerosi canali secondari che cercano uno sbocco attraversando la superficie dei sedimenti accumulati.

Gran parte dei fiumi però non trasporta sedimenti sufficienti a costituire un delta, ma sfocia nel mare con un estuario: si tratta d'una zona di transizione nella quale l'acqua dolce del fiume si unisce e si mescola con quella salata del mare sotto l'azione delle maree. Gli estuari costituiscono gli habitat di varie specie di animali e forniscono siti ben riparati dove molto spesso vengono creati i porti.