| Bretagna | Articolo | ||||
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| 3. | Storia |
Abitata fin dal Paleolitico, la Bretagna fu un importante centro della civiltà megalitica. Nel VI secolo a.C. fu popolata da tribù celtiche che, provenienti dall’Europa centrale, si stanziarono nella regione chiamandola Armorica (da ar mor, “davanti al mare”). Conquistata dai romani al comando di Giulio Cesare nel 56 a.C., fu annessa in seguito alla provincia romana della Gallia Lugdunensis. Dopo il crollo dell’impero romano, nei secoli V e VI, alcuni gruppi di britanni (celti nativi della Britannia), in fuga dagli invasori angli e sassoni, si rifugiarono nella zona nordoccidentale dell’Armorica e le diedero il nome di Bretagna. La facile integrazione tra celti e britanni (chiamati in seguito bretoni) portò alla veloce cristianizzazione della regione, fino ad allora prevalentemente pagana.
All’inizio del VII secolo la Bretagna venne sottomessa all’autorità franca, ma riconquistò l’autonomia nell’846 grazie alla vittoria di Nominoé contro l’imperatore Carlo II il Calvo. Nella seconda metà del IX secolo i bretoni riconobbero la sovranità dei duchi normanni e nel 987 Conan I, conte di Rennes, si proclamò duca di Bretagna. Passato sotto la sovranità inglese nel 1170 grazie ad alleanze matrimoniali, all’inizio del XIII secolo il ducato ritornò a un ramo dei duchi francesi di Rennes. La neutralità nella guerra dei Cent’anni, proclamata dal duca Giovanni IV, portò un periodo di indipendenza e di prosperità economica. Nel 1491, allorché Anna di Bretagna ereditò il ducato e andò in sposa a Carlo VIII di Francia e poi al suo successore Luigi XII (1499), la Bretagna venne unita alla Francia. L’unione fu ratificata da un trattato nel 1532, durante il regno di Francesco I.