| Virgilio Marone, Publio | Articolo | ||||
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| 2. | Le Egloghe |
Nel 37 Virgilio completò la sua prima opera di rilievo, le dieci Egloghe o Bucoliche, canti pastorali modellati sugli idilli di Teocrito, poeta alessandrino del III secolo a.C. Virgilio mantenne le convenzioni del predecessore, i benevoli motteggi dei pastori e i loro canti d’amore, i lamenti e le sfide canore; ma invece del sorridente distacco teocriteo, qui si riscontra una partecipazione sentimentale che accomuna il poeta alle sue creature, creando un’atmosfera di indefinibile, struggente dolcezza.
La famosa quarta Egloga celebra la nascita di un bambino destinato ad annunciare una nuova età dell’oro, pacifica e prospera; in età tardo-antica e medievale questa immagine fu interpretata come una profezia della venuta di Gesù Cristo.