| Pascal, Blaise | Articolo | ||||
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| 3. | L’itinerario religioso |
Pascal entrò nel 1654 a far parte della comunità giansenista di Port-Royal, dove condusse fino alla morte una vita rigorosamente ascetica. Nel 1656 scrisse le diciotto celebri Lettere provinciali per difendere le dottrine gianseniste e criticare la morale dei gesuiti, facendo inoltre sua la concezione della predestinazione divina.
Verso la fine del 1658 Pascal concepì il progetto di un’opera apologetica in favore della religione cristiana, che rimase però un abbozzo per il sopraggiungere della morte nel 1662. Nel 1670 gli appunti furono raccolti da alcuni amici e pubblicati con il titolo di Pensieri del signor Pascal sulla religione e su alcuni altri argomenti. I Pensieri sono un testo di grande importanza per la letteratura filosofica e una fonte da cui hanno attinto anche Nietzsche, Kierkegaard e Heidegger. In essi, l’apologetica pascaliana del cristianesimo si fonda su una ripresa della spiritualità di san Paolo e di sant’Agostino, ma anche su un abbandono delle procedure razionali e dei metodi dimostrativi nell’ambito della fede religiosa: “il cuore, e non la ragione, sente Dio”.