| Radon | Articolo | ||||
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| 1. | Introduzione |
Radon elemento chimico radioattivo appartenente al gruppo VIIIA (o 18) della tavola periodica, di simbolo Rn e numero atomico 86. È detto anche rado. Il radon fonde a -71 °C e bolle a –61,8 °C; è privo di colore e di odore. Fu scoperto nel 1900 dal chimico tedesco Friedrich Ernst Dorn come prodotto gassoso derivante dal decadimento del radio. È il più pesante dei gas nobili e il meno inerte; come il cripto e lo xeno, può reagire con elementi più elettronegativi, ovvero il fluoro, l’ossigeno, l’azoto e il cloro. Tale sia pur modesta reattività fu dimostrata dal chimico britannico Neil Bartlett che, dal 1962, ottenne composti di gas nobili come ossidi, idrossidi, alogenuri di radon, xeno e cripto. Il radon è solubile in acqua a bassa temperatura e ciò ne permette la diffusione in natura.
L'isotopo più abbondante ha numero di massa 222 e si forma per decadimento del radio 226; è radioattivo, e decade con tempo di dimezzamento di 3,8 giorni emettendo particelle alfa e trasformandosi in un isotopo del polonio. Sono noti altri diciannove isotopi; l'isotopo con massa 220 (detto thoron), scoperto nel 1899 da Ernest Rutherford, è un prodotto del decadimento radioattivo di un isotopo del torio e ha tempo di dimezzamento di 55 secondi. L'isotopo di massa 219 (detto actinon) si ottiene invece per decadimento di un isotopo dell'attinio e ha tempo di dimezzamento di 4 secondi. Il radon 222 viene ottenuto dalle soluzioni di sali di radio per estrazione mediante flusso d'aria e trova impiego nella cura dei tumori maligni.