| Morte | Articolo | ||||
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| 3. | Definizione di morte |
L’idea di ciò che costituisce la morte varia a seconda delle diverse epoche e civiltà. Nelle società occidentali la morte è stata considerata tradizionalmente come l’abbandono del corpo da parte dell’anima. Secondo questa concezione, l’essenza dell’essere umano è indipendente dalle proprietà fisiche. Poiché l’anima non ha manifestazioni corporee, la sua uscita dal corpo non può essere vista o determinata obiettivamente e, quindi, il segno della morte è la cessazione del respiro.
Nei tempi moderni si è ritenuto che la morte coincidesse con la cessazione di funzioni vitali, quali la respirazione e la circolazione sanguigna (segnalata dal battito cardiaco). Questa convinzione ha, tuttavia, cominciato a vacillare quando i progressi della medicina hanno reso possibili la respirazione e il funzionamento cardiaco con l’aiuto di dispositivi meccanici. Per questo motivo, recentemente è stato introdotto il concetto di morte cerebrale, in base al quale a indicare la morte avvenuta è la perdita irreversibile dell’attività cerebrale.
Negli ultimi anni anche il concetto di morte cerebrale è stato messo in discussione, poiché una persona può perdere tutte le funzioni mentali superiori, mentre continuano le funzioni cerebrali inferiori, come la respirazione spontanea. Perciò, secondo alcuni autori la morte dovrebbe essere considerata come la perdita dell’attività integrata fra le varie componenti strutturali del cervello. Secondo questo criterio, l’indicazione di morte avvenuta è data dall’assenza di attività dei centri superiori del cervello, principalmente della corteccia.
La rapida evoluzione della tecnologia medica ha sollevato questioni etiche e problemi che complicano la definizione legale di morte. Alcuni dei temi in discussione implicano le seguenti domande: chi può decidere i criteri da utilizzare per stabilire la morte: il medico, il legislatore o l’individuo? È lecita, eticamente e legalmente, l’anticipazione della morte mediante l’eliminazione del sostegno artificiale? Le persone hanno il diritto di richiedere la sospensione delle misure straordinarie per poter morire in pace? Il parente più prossimo o il tutore legale può agire in nome della persona in stato di coma? Queste domande si sono fatte ancora più pressanti con l’avvento dei trapianti di organi e tessuti umani, in quanto i diritti dei pazienti in attesa di trapianto rischiano di entrare in conflitto con quelli dei donatori morenti. Vedi anche Eutanasia; Bioetica.