Calcio (sport)
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Calcio (sport)
3. Regolamento

Una partita si svolge in due tempi di 45 minuti ciascuno, con una pausa di 15. Viene segnato un gol quando la palla varca la linea bianca delimitata dai pali della porta della squadra avversaria. Risulta vincitrice la squadra che, alla fine dei 90 minuti, realizza più reti; in caso di parità sono previsti due tempi supplementari di 15 minuti e, se ancora nessuna delle due squadre è riuscita a prevalere, la vittoria viene assegnata dopo una serie di calci di rigore. Recentemente è stata tuttavia introdotta la regola del cosiddetto “golden gol”, secondo la quale la squadra che segna per prima nel corso dei tempi supplementari vince direttamente la partita.

1. Arbitraggio

Gli incontri sono diretti da un arbitro, le cui decisioni sull’applicazione delle regole di gioco sono inappellabili e che si avvale della collaborazione di due guardalinee e di un assistente a bordo campo (il “quarto uomo”), con compiti prevalentemente di controllo del corretto comportamento dei componenti della squadra a bordo campo e sulle panchine.

2. Punizioni

Ogni volta che un giocatore commette un’irregolarità (fallo), il gioco viene interrotto e a favore della squadra che ha subito il fallo viene assegnato un calcio di punizione, che può essere diretto (la palla può essere calciata direttamente in porta) o indiretto (il pallone deve essere toccato almeno una volta da un altro giocatore, oltre a chi calcia la punizione, prima di essere indirizzato verso la porta avversaria). La palla viene piazzata nel punto in cui è stato commesso il fallo, mentre la squadra penalizzata deve arretrare di 9,15 metri e restare ferma fino a quando la palla non viene rimessa in gioco. Se un difensore viola questa zona neutrale, il calcio viene ripetuto a discrezione dell’arbitro.

Il calcio di punizione diretto viene battuto quando è stato compiuto un fallo di notevole gravità: calci, sgambetti, spinte, attacchi alle spalle o falli di mano. Si commette fallo di mano quando la palla viene toccata intenzionalmente con un braccio o con una mano da qualunque giocatore, a eccezione del portiere quando agisce all’interno della propria area di rigore.

Falli meno gravi sono invece puniti con il calcio di punizione indiretto. Esempi di falli punibili dall’arbitro con questo tipo di calcio di punizione sono il gioco pericoloso (ogni qualvolta l’azione di un giocatore mette in pericolo la sicurezza propria o altrui, anche se non avviene un contatto) e l’ostruzione (l’uso illecito del corpo per impedire all’avversario di toccare il pallone). Un calcio di punizione indiretto può anche essere assegnato contro una squadra: quando si commette una scorrettezza ai danni di un avversario mentre il pallone è fuori dal suo raggio d’azione; quando viene ostacolato il portiere fuori dall’area di rigore; quando un portiere trattiene fra le mani il pallone compiendo più di quattro passi.

Possono essere puniti inoltre comportamenti irregolari o falli commessi intenzionalmente per ottenere un vantaggio tattico, scontri tra giocatori, condotta scorretta (per esempio quando viene palesemente espresso un dissenso eccessivo nei confronti dei direttori di gara). L’arbitro può ammonire o espellere il giocatore e segnala la sua decisione alzando un cartellino rispettivamente giallo o rosso. Il cartellino giallo indica infatti l’ammonizione al giocatore di non assumere altri comportamenti scorretti, pena l’espulsione. Se si verifica questo caso, la sua squadra deve continuare la partita con un uomo in meno. Il cartellino rosso significa invece espulsione immediata. L’atterramento di un giocatore in possesso di palla, lanciato senza più avversari da superare verso la porta avversaria, comporta l’espulsione del giocatore che ha provocato il fallo. L’emissione di un secondo cartellino giallo equivale a un cartellino rosso.

Quando un fallo punibile con il calcio di punizione diretto (e cioè lo sgambetto, il calcio intenzionale, la spinta) viene commesso entro l’area di rigore della squadra che si difende, si può applicare la punizione più severa del gioco del calcio: il calcio di rigore. La palla viene piazzata centralmente, davanti alla porta, a una distanza di 11 metri. Il portiere deve stare sulla linea della porta e non può muoversi fino a quando la palla non è stata calciata. Tutti i giocatori, ad eccezione di quello che tira e del portiere, devono lasciar libera l’area di rigore e stare a una distanza di almeno 9 metri dalla palla, fino a quando il tiro non è stato scoccato.

3. Rimesse in gioco

Quando la palla fuoriesce dai limiti del campo si effettuano le rimesse in gioco che spettano alla squadra che non ha toccato per ultima la palla prima che questa sia uscita. Se il pallone ha superato le linee dei lati lunghi del rettangolo si ha la rimessa laterale, che viene effettuata dal punto in cui la palla è uscita, lanciandola da sopra la testa con entrambe le mani, con i piedi appoggiati a terra sulla linea.

Si ha invece una rimessa dal fondo quando la squadra attaccante tocca per ultima la palla mandandola oltre la linea di fondocampo. In questo caso la palla viene piazzata su uno dei due vertici dell’area piccola (area di porta) e quindi rilanciata in campo dal portiere o da un qualsiasi giocatore, senza però che venga intercettata all’interno dei limiti dell’area di rigore.

4. Calcio d’angolo

Quando è la squadra che difende a mandare il pallone oltre la linea di fondocampo, la squadra che attacca ha diritto a rimettere in gioco la palla battendo un calcio d’angolo (o corner). In questo caso la palla viene posta nell’angolo formato dalla linea laterale e da quella di fondo. Se calciato con un abile effetto, il corner può essere anche indirizzato direttamente in porta. Tutti i difensori devono stare a una distanza di almeno 9 metri dalla palla fino a quando questa non viene calciata.

5. Fuorigioco

Il fuorigioco è forse la sola regola che nel gioco del calcio non è di evidente comprensione. Si trova in posizione di fuorigioco, e quindi in posizione irregolare, il giocatore che, al momento in cui un suo compagno gioca la palla, si trovi oltre la palla stessa e abbia tra sé e la linea di fondo della metà campo avversaria soltanto un giocatore dell’altra squadra. In altre parole, il giocatore che riceve un passaggio in avanti deve avere tra sé e la porta avversaria, al momento del tocco del compagno, oltre al portiere almeno un altro giocatore della squadra opposta.

Il giocatore non può essere in fuorigioco se si trova nella sua metà campo quando scatta in avanti per inseguire la palla che è già stata giocata; se è stato un avversario a toccargli la palla; se riceve la palla direttamente da una rimessa in gioco; se è allineato con il penultimo giocatore della squadra avversaria.