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| 2. | L’espansione della potenza asburgica |
Quando il conte Rodolfo I fu nominato re di Germania e imperatore del Sacro romano impero (1273), gli Asburgo acquistarono una posizione di primo piano nel panorama europeo. I domini della casata si arricchirono ancor più quando Rodolfo sottrasse al Regno di Boemia la Stiria, la Carniola, la Carinzia e, soprattutto, l’Austria. La potenza degli Asburgo si estese dunque verso il Danubio e i loro possedimenti si identificarono sempre più con l’Austria, su cui regnarono senza interruzione fino al 1918 in qualità di duchi, arciduchi (titolo ereditario istituito dall’imperatore del Sacro romano impero Federico III nel 1453) e imperatori.
Dopo l’assassinio del figlio di Rodolfo, Alberto I, avvenuto nel 1308, nessun membro della casa d’Asburgo venne più insignito del titolo imperiale per oltre un secolo, durante il quale la dinastia condusse, attraverso un’abile attività diplomatica e una serie di matrimoni che la legarono alle case di Boemia e d’Ungheria, una fortunata politica di espansione territoriale. Alberto II d’Austria salì al trono nel 1438; da quel momento la corona imperiale tornò agli Asburgo (con l’eccezione di un breve periodo tra il 1742 e il 1745) fino alla dissoluzione del Sacro romano impero per opera di Napoleone nel 1806.