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| 3. | L’impero asburgico |
Nel 1493 Massimiliano I salì al trono e diede l’avvio a una nuova politica matrimoniale che permise agli Asburgo di accrescere la propria potenza durante i successivi quattro secoli. Il suo matrimonio con Maria di Borgogna fruttò alla casata il possesso dei Paesi Bassi; le nozze fra suo figlio Filippo I e Giovanna la Pazza fecero acquisire l’Aragona e la Castiglia. Il successore di Massimiliano, il nipote Carlo V, ereditò quindi la Spagna con i domini d’oltreoceano, parte dell’Italia (i regni di Napoli, Sicilia e Sardegna, cui poi si aggiunse il Ducato di Milano), i Paesi Bassi, la Germania asburgica e i possedimenti austriaci.
Nel 1556 Carlo V abdicò dividendo l’impero in due parti: al figlio Filippo II lasciò il regno di Spagna con Milano e i tre viceregni di Napoli, Sicilia e Sardegna, i Paesi Bassi e le colonie americane; al fratello Ferdinando I lasciò la corona imperiale, i domini ereditari degli Asburgo e le corone di Boemia e d’Ungheria. I due rami della famiglia governarono così su due delle principali potenze europee, il cui espansionismo fu arginato soltanto dalla guerra dei Trent’anni. L’estinzione della linea spagnola degli Asburgo nel 1700 fu alla base della guerra di successione spagnola (1701-1714). Con la pace di Utrecht (1713) e il trattato di Rastatt (1714), la Spagna passò dagli Asburgo alla casata francese dei Borbone.