| Trova nell'articolo | Bisonte | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Bisonte Nome comune dei mammiferi artiodattili appartenenti al genere Bison, di cui sopravvivono due specie: il bisonte americano, Bison bison, e il bisonte europeo, Bison bonasus.
Sono invece estinte altre quattro specie: Bison priscus, il bisonte delle steppe, che viveva nelle regioni euroasiatiche settentrionali; durante le glaciazioni del Pleistocene, alcune popolazioni migrarono dalla Siberia attraverso la lingua di terra che esisteva a livello dello stretto di Bering, penetrando in Nord America e insediandosi nelle Grandi Pianure; da esse derivò, dopo circa 3 milioni di anni, il bisonte dalle lunghe corna, Bison latifrons, che 22.000 anni fa si estinse, lasciando vuota una nicchia che fu occupata da Bison antiquus. Questa specie ebbe la massima diffusione circa 18.000 anni fa e divenne il grande erbivoro più comune in tutto il continente nordamericano; scomparve del tutto 10.000 anni fa, e da esso discende l’attuale bisonte americano. Bison priscus fu l’antenato anche di Bison occidentalis, che si propagò in Asia e in Europa e, infine, nel Nord America, per poi estinguersi.
| 2. | Bisonte americano |
Attualmente in Nord America si identificano due sottospecie di bisonte: il bisonte americano delle praterie (Bison bison bison) e il bisonte americano dei boschi (Bison bison athabascae).
Più massiccio delle forme europee, il bisonte americano (chiamato anche impropriamente “bufalo”) raggiunge i 2 m di altezza al garrese, la lunghezza di 2,7-3,7 m e il peso di 850-1100 kg (maschio adulto; la femmina è leggermente più piccola). Le corna sono corte e appuntite, incurvate ai lati della testa massiccia. I quarti posteriori sono più snelli di quelli anteriori e in corrispondenza del garrese il dorso si alza in una caratteristica gobba. La testa, il collo, gli arti anteriori e le parti anteriori del corpo sono rivestite da un mantello fitto, lanoso e di colore scuro, mentre la parte posteriore è ricoperta da un pelo molto più corto. Un maschio adulto ha inoltre una barba nera, lunga circa 30 cm.
Si ritiene che fino al XVII secolo i nativi americani agissero da fattore di controllo dello sviluppo demografico dei bisonti, cacciandoli ma anche effettuando, mediante l’uso controllato del fuoco, il mantenimento di praterie adatte al pascolo dell’animale. La diffusione di malattie infettive portate dai coloni europei decimò le popolazioni native e, indirettamente, generò uno squilibrio nella crescita delle popolazioni di bisonti, che aumentarono progressivamente e raggiunsero i 60 milioni di capi.
Dal bisonte i nativi ricavavano carne, pelli, budelli per gli archi, ossa per creare manufatti. Prima dell’introduzione del cavallo, la tecnica di caccia prevedeva che numerosi cacciatori mettessero in fuga i bisonti sospingendoli fino all’orlo di burroni, dai quali gli animali precipitavano; l’uso del cavallo rese possibile la caccia con frecce o fucili, ma la pressione venatoria esercitata dai nativi si mantenne sempre a livelli sostenibili.
| 1. | Dal rischio di estinzione alla risalita |
Dal 1830 al 1889 una sistematica carneficina perpetrata dai coloni europei ridusse il numero dei bisonti a poche centinaia di esemplari. La caccia al bisonte nella seconda metà del XIX secolo divenne un vero e proprio affare che dava lavoro a varie figure (cacciatori, venditori di armi, cuochi, fabbri, conciatori delle pelli e così via) e alimentava una fiorente esportazione di pelli verso l’Europa.
Sembra che a favorire la caccia vi fossero anche gli interessi delle prime compagnie ferroviarie: la necessità di mantenere le Grandi Pianure sgombre dalle imponenti mandrie, e di allontanare i nativi che dipendevano dai bisonti per il proprio sostentamento e avanzavano diritti sulle terre, generò un abbattimento ingente di animali, che alla fine del XVIII secolo furono sull’orlo dell’estinzione.
La drammatica riduzione dei bisonti, che nel 1890 ammontavano a soli 75 esemplari, sollecitò il dibattito sull’urgenza di difendere la specie; nel South Dakota, agli inizi del Novecento, in un ranch privato nacque il primo nucleo di un migliaio di capi che rappresentò l’inizio di una nuova crescita demografica, realizzatasi all’interno di altri ranch e di parchi nazionali come lo Yellowstone. Attualmente la popolazione del bisonte americano è risalita fino a circa 350.000 individui, ma una parte dei capi è portatrice di brucellosi.
| 3. | Bisonte europeo |
Più piccolo della forma americana, il bisonte europeo ha un peso variabile tra i 400 e i 900 kg (riferito al maschio adulto); il maschio ha un vello meno sviluppato, caratteristica che contribuisce a rendere l’animale meno imponente. L’habitat è quello della foresta temperata; il bisonte si situa preferibilmente nella vegetazione di almeno vent’anni di età. La parte più rilevante della dieta deriva dal pascolo ma, soprattutto all’inizio della primavera, comprende anche germogli, foglie e perfino cortecce d’albero. Anche in Europa il bisonte è stato oggetto di caccia indiscriminata e ha sfiorato l’estinzione.
L’ultimo bisonte europeo selvatico fu ucciso agli inizi del Novecento; poco tempo dopo alcuni zoo avviarono programmi per favorire la riproduzione in cattività dei pochi esemplari sopravvissuti. Nonostante la parentesi della seconda guerra mondiale, i programmi proseguirono e nei primi anni Cinquanta alcuni individui poterono essere rilasciati nell’ambiente naturale in aree protette. Nei primi anni Novanta del XX secolo si registravano circa 3200 bisonti europei discendenti da soli 12 esemplari. Oggi si contano circa 200 centri per la riproduzione del bisonte europeo distribuiti in tutto il mondo, dalle isole britanniche, all’Asia, al Nord America; tuttavia, la specie è inserita nel suo contesto naturale solo in poche aree, e principalmente in quattro riserve polacche. La popolazione più numerosa risiede nella foresta del parco nazionale Bialowieski, in Polonia.
| 4. | Comportamento |
I bisonti vivono generalmente in branchi, con l’eccezione dei vecchi maschi, che conducono vita solitaria. Per quasi tutto l’anno le femmine con i piccoli formano gruppi separati da quelli dei maschi adulti. Poi, in primavera o in autunno, maschi e femmine si riuniscono a formare grandi mandrie, capaci di lunghe migrazioni alla ricerca di acqua e di cibo. I bisonti emettono forti muggiti e sbuffi, udibili più di frequente nella stagione degli amori, da luglio a settembre, quando i maschi vanno in cerca delle femmine e allontanano i rivali. I maschi impegnati nei rituali di corteggiamento hanno poco tempo per mangiare e nel corso di una singola stagione riproduttiva possono arrivare a perdere più di 90 kg. La gestazione dura dagli 8 ai 9 mesi, al termine dei quali viene alla luce un solo vitello di colore giallo-rosso. Dopo pochi giorni il piccolo può unirsi al branco e seguire la madre fino alla primavera successiva.
Classificazione scientifica: Il genere Bison appartiene alla sottofamiglia dei bovini, famiglia dei bovidi, ordine degli artiodattili, classe mammiferi, phylum cordati.