Angiosperme
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Angiosperme
2. Descrizione

La caratteristica distintiva delle angiosperme è il fiore, l’organo riproduttivo che esplica la sua funzione producendo i semi. I fiori sono germogli altamente modificati, costituiti da quattro parti fondamentali disposte in serie separate, o verticilli, su apici specializzati. La serie più esterna, il calice, è costituita dai sepali, che sono foglie o brattee modificate, solitamente di colore verde. La serie situata immediatamente più all’interno è la corolla, formata dai petali, anch’essi costituiti da foglie modificate, solitamente di bell’aspetto e molto colorate. La terza serie è la porzione maschile del fiore, costituita dagli stami e dalle antere, dove viene prodotto il polline. La serie più interna, infine, è quella dei carpelli, femminili, che producono i semi. I carpelli sono spesso fusi a formare una struttura chiamata pistillo.

I semi delle angiosperme si sviluppano all’interno di un ovario, una parte del carpello che circonda e protegge gli ovuli contenenti le cellule uovo. Una volta avvenuta l’impollinazione e la fecondazione, dagli ovuli si sviluppano i semi. Ovuli e semi non sono strutture esclusive delle angiosperme: le piante cosiddette a “seme nudo” (le gimnosperme), che comprendono conifere, Cycas e Ginkgo, hanno ovuli esposti sulla superficie di foglie specializzate, simili a scaglie, disposte a formare i coni. L’aspetto esclusivo della biologia delle angiosperme è lo sviluppo dei semi all’interno dell’ovario, che via via si ingrossa trasformandosi in un frutto.