Trova nell'articolo Guerra dei Sei giorni

Per trovare nell'articolo una parola, un nome o un argomento specifici, selezionare nel proprio browser Internet l'opzione per effettuare una ricerca nella pagina. In Internet Explorer questa opzione si trova nel menu Modifica.

Poiché viene effettuata la ricerca di una corrispondenza esatta per la parola o le parole digitate, se non si ottengono risultati soddisfacenti controllare l'ortografia delle parole digitate o individuare una parola chiave relativa all'argomento.

Guerra dei Sei giorni

Guerra dei Sei giorni Episodio cruciale delle guerre arabo-israeliane verificatosi nel giugno del 1967, quando, dopo una serie di provocazioni arabe, Israele colse l'occasione del blocco del golfo di Aqaba, suo sbocco sul Mar Rosso, da parte egiziana per scatenare un micidiale attacco a sorpresa, evidentemente preparato da tempo e sostenuto da tutta l'opinione pubblica occidentale, con il quale ridusse a miti consigli i suoi vicini e ingrandì – a spese di Egitto, Giordania e Siria– di oltre quattro volte il proprio territorio, provocando al contempo un gravissimo inasprimento della questione palestinese.

L'offensiva israeliana contro Egitto, Giordania e Siria (appoggiati da Iraq, Kuwait, Arabia Saudita, Sudan e Algeria) scattò il 5 giugno, quando con un massiccio attacco aereo fu distrutta a terra quasi completamente l'aviazione egiziana. Le forze israeliane occuparono poi fulmineamente Gaza e il Sinai (territori egiziani), la parte araba di Gerusalemme (controllata dalla Giordania) e le alture del Golan (regione siriana). I combattimenti ebbero fine il 10 giugno. Il canale di Suez, ostruito dai relitti, rimase chiuso fino al 1975; il presidente egiziano Nasser si dimise. Israele ottemperò solo nel 1994 alla risoluzione dell'ONU che le imponeva di abbandonare i territori occupati.