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| 2. | L'abolizionismo in Gran Bretagna e in Francia |
L'abolizionismo come movimento organizzato nacque in Gran Bretagna nel 1780, grazie a William Wilberforce e a un gruppo di anglicani evangelici, strenui oppositori della tratta degli schiavi. Nel 1807 la tratta degli schiavi venne abolita; nel 1831 gli schiavi della Corona vennero affrancati e nel 1833 il Parlamento approvò una legge che concedeva loro l'emancipazione.
In Francia, l'abolizionismo trovò la propria giustificazione teorica nel movimento per i diritti dell'uomo: i filosofi illuministi criticarono fermamente la schiavitù e alcuni tra loro, ad esempio Diderot, giunsero a condannare non solo la schiavitù ma lo stesso sistema coloniale. Il movimento abolizionista in Francia non trovò il favore dell'opinione pubblica ed ebbe diffusione piuttosto limitata. Nel 1794 la Convenzione nazionale votò una legge che proibiva la pratica della schiavitù, legge abrogata in seguito da Napoleone (1802). Dopo i Cento Giorni, questi decise la soppressione del commercio degli schiavi ma si dovette attendere il 1848 e la caduta di Luigi Filippo perché tale pratica fosse abolita definitivamente.