Oro
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Oro
4. Usi

L’oro era conosciuto e apprezzato fin dai tempi antichi, non solo per la bellezza e per la resistenza alla corrosione, ma anche per la facilità di estrazione e lavorazione rispetto a qualunque altro metallo.

Fin dall’antichità è stato usato come moneta e in gioielleria: dapprima allo stato nativo, poi in lega con altri metalli, che gli conferiscono la durezza necessaria (vedi Lavorazione dei metalli); il contenuto in oro di una lega viene espresso in carati.

Per la doratura e per le iscrizioni, l’oro viene usato in forma di lamine sottilissime (foglie); la porpora di Cassio, una soluzione colloidale d’oro finemente diviso e idrossido di stagno, formata per reazione del cloruro d’oro con il cloruro di stagno, è invece utilizzata per colorare il vetro. L’acido tetracloroaurico trova impiego in fotografia, mentre il dicianoaurato di potassio è utilizzato per la doratura elettrolitica. L’oro è usato anche in odontoiatria, mentre i suoi radioisotopi sono impiegati nelle ricerche biologiche e nella diagnosi dei tumori (vedi Marcatore isotopico).