| Europa (geografia) | Articolo | ||||
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| 2. | Territorio |
L'Europa ha un territorio estremamente frammentato, formato da pianure, altipiani e catene montuose, articolato in numerose penisole, grandi come la Scandinavia, la penisola iberica e la penisola italiana, e di più modeste dimensioni, come lo Jutland e la Bretagna. Comprende inoltre un gran numero di isole al largo delle coste, fra cui l'Islanda, l'arcipelago britannico, la Sardegna, la Sicilia e Creta. L'Europa si affaccia a ovest sull'oceano Atlantico ed è delimitata dal Mar Glaciale Artico, dal Mare del Nord e dal mar Baltico a nord; dal mar Caspio a sud-est; dal Mar Nero e dal Mediterraneo a meridione. La vetta più elevata dell’Europa è il Monte Bianco (4.810 m), compreso nelle Alpi. La massima depressione è situata lungo la costa settentrionale del Caspio, a circa 28 metri sotto il livello del mare (vedi Depressione uralo-caspica).
Sotto il profilo geologico, la placca (o zolla) europea presenta, da nord a sud, strutture diverse per età e costituzione. Comprende a nord una massa di rocce antiche, stabili, cristalline, a cui fanno seguito, nella parte mediana, un'ampia fascia relativamente piana di materiali sedimentari e una zona di strutture composite, create da spinte, faglie, dislocazioni tettoniche e attività vulcaniche; a sud, infine, si trova una fascia di montagne di età relativamente recente, legate all'orogenesi alpina, con appendici peninsulari che rientrano nell'area del Mediterraneo, mare interno, residuo dell'antica Tetide, compresa tra Europa e Africa. Questa struttura geologica per fasce è all'origine delle diverse regioni geografiche dello spazio europeo.
Nella sezione settentrionale dell’Europa si trova la piattaforma finno-scandinava, struttura arcaica, formatasi nel Precambriano, che costituisce l'imbasamento della Finlandia e di gran parte della restante penisola scandinava. Inclinata verso oriente, essa forma sia i rilievi della Svezia occidentale sia l'altopiano della Finlandia, meno elevato. Il sollevamento del suo bordo occidentale ha dato origine ai rilievi della Norvegia. Ciò avvenne nel corso dell'orogenesi caledoniana (circa 500-395 milioni di anni or sono) che determinò la formazione dei monti di Irlanda, Galles, Scozia, oltre a quelli della Norvegia occidentale. La successiva erosione ha demolito e arrotondato i monti dell'arcipelago britannico, ma le vette della Norvegia (vedi Alpi scandinave) raggiungono i 2.470 m di altitudine. Qui, in seguito alle glaciazioni quaternarie, le vallate modellate dai ghiacciai che scendono verso la costa sono state invase dal mare, formando i fiordi che si succedono lungo tutto il contorno costiero norvegese.
La seconda regione significativa sotto il profilo geologico è formata da terre disposte ad arco dalla Francia sudoccidentale verso nord e verso est attraverso una parte dell'Inghilterra meridionale, i Paesi Bassi, la Germania, la Polonia e la Russia. Si tratta di regioni formate da un substrato antico, appiattito, a cui si sono sovrapposti strati di rocce sedimentarie di varia epoca. Seppur deformate localmente fino a dar vita ad alcuni bacini, quali il bacino di Londra e il Bacino Parigino, queste formazioni, ricoperte da uno strato di detriti di origine glaciale, sono all'origine dei bassopiani che formano le più estese pianure europee. Alcuni fra i terreni migliori d'Europa si trovano in queste pianure, in particolare lungo il loro margine meridionale, dove si depositò il materiale argilloso di origine glaciale portato dal vento, il cosiddetto loess (vedi deposito), adatto alla cerealicoltura. Questa fascia si amplia verso est, dove forma il grande bassopiano sarmatico, cioè le grandi pianure della Russia.
A sud delle grandi pianure una fascia di strutture geologiche dissimili attraversa l'Europa, dando origine ai movimentati paesaggi in cui si succedono fosse, altipiani, depressioni. Sono il risultato di contraccolpi subiti dalle masse continentali per effetto delle spinte che hanno dato origine alle Alpi e hanno determinato la successione di piegamenti che formano il Giura, le grandi faglie che hanno originato la fossa del Reno orlata dai monti Vosgi e dai monti della Foresta Nera, i picchi vulcanici del Massiccio Centrale, gli altipiani centrali della Francia e il sollevamento della Meseta Centrale spagnola.
La successiva fascia di strutture geologiche è quella, di origine recente, formatasi in seguito ai movimenti orogenetici che hanno prodotto le catene montuose che attraversano il territorio europeo. Alla metà del Terziario, circa 40 milioni di anni or sono (vedi Oligocene), la placca afro-arabica entrò in collisione con quella europea determinando l'orogenesi alpina (vedi Tettonica a zolle). Spinte generate dalla collisione sollevarono grandi masse di sedimenti cenozoici e mesozoici depositatisi nella Tetide, dando vita a diverse catene montuose quali le Alpi, i Pirenei, gli Appennini, i Balcani e i Carpazi. Queste catene comprendono i monti più elevati d'Europa e ne rappresentano la parte morfologicamente più soggetta ai processi di modellamento. È l'Europa mediterranea, instabile e giovane in contrasto con quella matura e stabilizzata che forma le sezioni settentrionali. La frequenza dei terremoti, insieme con la presenza del vulcanesimo, è testimone del fatto che in quest'area meridionale dell’Europa sono ancora in corso delle trasformazioni.
| 1. | Idrografia |
La natura peninsulare del territorio europeo e la varietà degli sviluppi orografici hanno determinato la formazione di un’idrografia molto articolata. Può capitare così che i corsi d'acqua, che defluiscono dal cuore dell’Europa verso gli opposti mari circostanti, abbiano la loro origine dagli stessi spartiacque. Il fiume più lungo d'Europa è il Volga, che drena le vaste superfici del bassopiano sarmatico e scorre verso sud in direzione del mar Caspio, mentre il secondo fiume, il Danubio, che nasce nella Foresta Nera, defluisce da ovest a est immettendosi nel Mar Nero. Alcuni dei principali fiumi europei hanno origine nelle Alpi e versano le loro acque sia nel Mediterraneo (ad esempio il Rodano e il Po), sia nel Mare del Nord (il Reno). Alla loro alimentazione contribuiscono in sensibile misura i ghiacciai. Gli altri fiumi che nascono dagli altipiani centrali hanno un corso maturo, un regime regolare e sono quindi navigabili. Si ricordano tra gli altri la Loira, la Senna, l'Elba, che sfociano nell'oceano Atlantico e nel Mare del Nord. L'Oder e la Vistola scorrono verso settentrione per raggiungere il mar Baltico. La rete idrografica, là dove si sviluppa tra i massicci antichi e i bassopiani, si presta al collegamento dei fiumi per mezzo di canali e oggi un sistema idroviario continentale consente ai natanti di passare dal Rodano al Reno e al Danubio.
Numerosi laghi sono presenti nelle zone prealpine della Svizzera, dell'Italia e dell'Austria, e nelle regioni pianeggianti quali la Svezia, la Polonia e la Finlandia, dove la loro formazione è legata alla morfologia glaciale. Il più grande lago d'acqua dolce d'Europa è il lago Ladoga, nella Russia nordoccidentale.
| 2. | Clima |
Sebbene gran parte dell'Europa si trovi a latitudini piuttosto elevate, i mari relativamente caldi che la bagnano, oltre alla calda corrente del Golfo proveniente dall'Atlantico, fanno sì che gran parte dell'Europa centrale e occidentale goda di un clima temperato, nel quale risultano mitigati gli eccessi della continentalità. Nonostante ciò le masse d'aria artiche e siberiane fanno sentire spesso i loro influssi, abbassando le temperature, specie a nord delle Alpi. I venti occidentali prevalenti, riscaldati in parte al passaggio sopra l'Atlantico settentrionale, portano la pioggia per gran parte dell'anno.
Nell'area climatica mediterranea – Spagna, Italia e Grecia – i mesi estivi, dominati dalla persistenza degli anticicloni tropicali che bloccano l'afflusso dell'aria umida atlantica, sono solitamente caldi e secchi e le precipitazioni si concentrano nella stagione invernale. Nell'area che si estende dalla Polonia centrale verso est, gli effetti moderatori dei mari si riducono e, di conseguenza, prevale un clima continentale, più freddo e più secco. Anche le regioni settentrionali dell’Europa presentano questo tipo di clima. La piovosità media annua su gran parte dell'Europa varia da 510 mm a 1.530 mm.
| 3. | Flora |
Sebbene gran parte dell'Europa fosse in origine ricoperta da foreste, la vegetazione è stata estesamente modificata dagli insediamenti umani e dai diboscamenti per far posto alle attività agricole. Solamente sui monti situati più a nord e, parzialmente, nella Russia europea centrosettentrionale, il manto forestale è stato relativamente poco impoverito dalle attività umane. Una notevole opera di riforestazione è stata intrapresa a partire da epoche recenti, a cui si aggiunge oggi la ripresa del bosco sui terreni via via abbandonati dall'agricoltura.
La più ampia area di vegetazione in Europa è una fascia forestale che attraversa la metà centrale del territorio, dall'Atlantico agli Urali. Vi predomina un bosco ricco di latifoglie (querce, olmi, aceri ecc.) inframmezzate da pini e abeti, che via via è sostituito, verso nord e verso est, da una foresta di conifere e betulle che assume le caratteristiche proprie della taiga, la foresta delle superfici continentali temperate fredde. Più a nord, lungo le regioni costiere artiche come nelle pendici più alte dei monti, succede la tundra, che consiste perlopiù di licheni, muschi, arbusti e fiori selvatici. Gran parte della grande pianura europea è ricoperta di praterie, aree di piante erbacee relativamente alte, mentre l'Ucraina è caratterizzata dalla steppa, superficie piatta e relativamente secca di erbe stentate. I territori bagnati dal Mediterraneo sono ricoperti da formazioni forestali, come la macchia, più o meno degradata dall'azione antropica, dove dominano i sempreverdi e le essenze aromatiche; il clima semitropicale, caldo e soleggiato, consente lo sviluppo di legnose che danno produzioni ricercate: oltre alla vite, l’olivo, gli agrumi, il fico, l’albicocco ecc.
| 4. | Fauna |
Un tempo in Europa viveva in gran numero un'ampia varietà di animali, tra cui il cervo, l’alce, il bisonte, il cinghiale, il lupo e l’orso. Avendo però l'uomo occupato e trasformato l'ambiente naturale in gran parte dell’Europa, molte specie hanno finito con l'estinguersi o con il ridurre enormemente il loro numero (vedi Estinzione). Oggi è possibile trovare allo stato selvatico il cervo, l’alce, il lupo e l’orso in numero consistente solamente nella Scandinavia settentrionale, in Russia e nella penisola balcanica; altrove essi vivono soprattutto nelle riserve. La renna viene allevata dai lapponi dell'estremo Nord. Il camoscio e lo stambecco vivono ancora sulle più alte cime dei Pirenei e delle Alpi. Diffusi sono numerosi animali di piccole dimensioni, quali la donnola, il furetto, la lepre, il riccio, il lemming, la volpe e lo scoiattolo.
Fra il grande numero di uccelli autoctoni europei si annoverano rapaci, come l’aquila e il falco, passeriformi in gran quantità, come il fringuello, l’usignolo e il passero, rapaci notturni come il gufo. Si ritiene che la cicogna porti fortuna alla casa su cui nidifica, in particolare nei Paesi Bassi, mentre il cigno, l’oca e l’anatra popolano fiumi e laghi. Il salmone è diffuso in Gran Bretagna, in Irlanda e in Germania; nelle acque marine litoranee si trova un'ampia varietà di pesci fra i quali, importanti sotto il profilo economico, il merluzzo, lo sgombro, l’aringa e il tonno. Lo storione, dal quale si ricava il caviale, popola le acque del Mar Nero e del Caspio.
| 5. | Risorse minerarie |
L'Europa dispone di una notevole varietà di risorse minerarie. Grandi quantità di carbone si trovano in diverse località della Gran Bretagna; anche la Ruhr, in Germania, e l'Ucraina hanno estesi bacini carboniferi (Donbass), e importanti giacimenti di carbone sono situati in Polonia, Belgio, Repubblica Ceca, Slovacchia, Francia e Spagna. Le fonti principali di minerali di ferro sono le miniere di Kiruna nella Svezia settentrionale, della Lorena in Francia e dell'Ucraina. In alcune regioni europee si producono anche piccole quantità di petrolio e gas naturale, ma le due regioni petrolifere più importanti sono il Mare del Nord (i diritti di sfruttamento appartengono a Regno Unito, Olanda, Germania e Norvegia), e le ex repubbliche sovietiche, soprattutto la Russia. In Europa esistono anche molti altri giacimenti di minerali diversi: rame, piombo, stagno, bauxite, manganese, nichel, oro, argento, potassa, argilla, gesso, dolomite e salgemma.