| Foresta | Articolo | ||||
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| 4. | Importanza delle foreste |
Ecosistema maggiormente presente nelle aree continentali, la foresta costituisce un patrimonio di fondamentale importanza sia per la sua funzione ecologica sia per le risorse che offre all’uomo. Le piante, attraverso la fotosintesi, sintetizzano sostanza organica e, come organismi produttori, rappresentano il primo anello della catena alimentare; inoltre, liberano nell’atmosfera l’ossigeno, altro prodotto fotosintetico, necessario ai processi di respirazione. Le piante offrono agli animali un sicuro riparo in cui nidificare, trascorrere il letargo, difendersi dai predatori, stabilire il proprio territorio e occupare una propria nicchia ecologica. Nel fitto fogliame degli alberi della foresta tropicale, si insediano addirittura intere comunità di organismi caratteristiche di ciascuna regione della chioma arborea (fenomeno detto stratificazione verticale delle comunità), cosicché la comunità della volta, esposta direttamente alla luce solare, è differente da quella che vive sul tronco o su regioni della chioma inferiori e non illuminate in modo diretto. Anche i resti dei vegetali morti, depositandosi al suolo, risultano utili perché formano uno strato, o lettiera, in cui possono vivere innumerevoli invertebrati e piccoli vertebrati; inoltre, sottoposti ai processi di decomposizione operati dagli organismi decompositori, vengono trasformati in composti inorganici (processo di mineralizzazione) che possono essere assorbiti da altre piante e influenzano le proprietà chimiche del suolo.
La copertura arborea regola l’irraggiamento solare sul terreno e, di conseguenza, crea un particolare microclima che influenza la vita vegetale e animale del sottobosco. Le foglie assorbono la radiazione solare in modo selettivo, per cui la luce che giunge al terreno possiede una minore quantità di raggi ultravioletti e una maggiore quota di infrarossi. La foresta, inoltre, regola la temperatura del suolo da essa coperto, riducendo le variazioni e rendendolo, rispetto al suolo nudo, più fresco in estate e meno freddo in inverno; infatti, d’estate la traspirazione favorisce l’abbassamento della temperatura (analogamente all’effetto della sudorazione nel corpo umano); in inverno, la dispersione di calore dal terreno viene limitata dalla vegetazione che rallenta la circolazione dell’aria, attutisce l’azione del vento e intercetta l’irraggiamento solare proveniente dal terreno stesso. Allo stesso modo, nel sottobosco l’umidità si disperde più lentamente. Nelle foreste caducifoglie, le variazioni tra la stagione invernale e quella estiva sono più sensibili, per effetto dell’assenza o presenza del fogliame.
La vegetazione, inoltre, costituisce il fondamentale agente di protezione del suolo dai fenomeni di erosione e di dilavamento; le foglie e i rami smorzano l’azione del vento e l’impatto delle acque meteoriche; l’apparato radicale trattiene come una rete il terreno e, attraverso l’assorbimento dei sali minerali, regola le concentrazioni di sostanze inorganiche come i nitrati e ioni come il calcio, il sodio, il magnesio, il potassio; la lettiera copre il suolo e ne riduce la disidratazione superficiale. Il ciclo biogeochimico che porta alla mineralizzazione dei detriti organici vegetali e animali e, di nuovo, alla sintesi di materia organica operata dalle piante, mantiene la fertilità del terreno.
Le foreste rappresentano per l’uomo anche una importante risorsa economica. Se molte aree vengono sfruttate principalmente per ottenere legname (da costruzione, per la produzione di carta, come fonte energetica), e altri prodotti quali fibre tessili, resine, oli essenziali, gomma, farmaci), di altre se ne riconosce la vocazione turistico-ricreativa o il particolare valore ecologico (ad esempio, dovuto alla presenza di una flora endemica o alla notevole biodiversità delle specie presenti). La gestione del patrimonio forestale è oggetto della silvicoltura.