| Indiani d’America | Articolo | ||||
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| 4. | America settentrionale |
| 1. | Il sud-ovest |
I primi insediamenti umani nell’area comprendente l’Arizona, il New Mexico, il Colorado meridionale e il Messico settentrionale risalgono al 9500 a.C. Dapprima cacciatori del mammut e poi del bisonte, gli abitanti dell’area sudoccidentale impararono a cacciare il cervo e la piccola selvaggina, dedicandosi anche alla raccolta di piante selvatiche; per macinare i semi utilizzavano strumenti di pietra. Verso il 7000 a.C., con la fine delle grandi glaciazioni e l’instaurarsi di un clima più mite e asciutto, queste popolazioni iniziarono a praticare un’agricoltura arcaica. Intorno al 3000 a.C. cominciarono a coltivare il mais, già conosciuto in Messico.
Verso il 300 a.C. alcune popolazioni messicane, dedite alla coltivazione del mais, di fagioli e cucurbitacee in terreni irrigati, emigrarono nell’Arizona meridionale: si trattava degli hohokam, gli antenati degli odierni pima e papago. Il commercio con gli hohokam ebbe nei secoli importanti effetti sulle popolazioni che vivevano più a nord: determinante fu probabilmente il loro ruolo nello sviluppo della civiltà anasazi (verso il 700 d.C.), da cui discendono gli attuali pueblo.
Nel XV secolo d.C. arrivò nell’area un popolo di cacciatori nomadi provenienti da nord. Da questo popolo, che apprese l’agricoltura dai pueblo e l’allevamento di pecore e cavalli dagli spagnoli, discendono gli attuali navajo e molti gruppi apache.
L’estremità occidentale della regione è abitata da gruppi etnici meno numerosi, fra cui gli havasupai, insediati a sud del Grand Canyon, e i mohave, stanziati lungo le sponde del fiume Colorado.
| 2. | Le foreste orientali |
Questa vasta area comprende le regioni temperate degli Stati Uniti e del Canada orientali. Delimitata a ovest dal Minnesota e dall’Ontario, a est dall’oceano Atlantico e a sud dal North Carolina, originariamente era coperta da fitte foreste e abitata da cacciatori; intorno al 7000 a.C. si sviluppò una cultura arcaica e verso il 3000 a.C. le popolazioni dell’area raggiunsero un alto livello di civiltà, non più uguagliato fino al XIII secolo d.C. Risale all’VIII millennio a.C. l’introduzione dell’agricoltura, della pesca, della lavorazione della pietra e, nella zona dei Grandi Laghi, del rame.
Appartengono agli indiani di quest’area gli irochesi e diverse popolazioni di algonchini, tra cui i lenape o delaware, i micmac, gli abenaki, i narragansett, gli shawnee, i potawatomi, i menominee, gli illinois, gli ottawa. Alcune di queste popolazioni emigrarono a ovest nel IX secolo d.C., altre rimasero nella regione, generalmente raccolte in piccole comunità.
| 3. | Il sud-est |
Gran parte della regione a nord del golfo del Messico, dalle coste dell’Atlantico al Texas centrale, era un tempo coperta da foreste di pini: i numerosi cervidi che le popolavano costituivano la fonte di sostentamento di una popolazione di cacciatori ivi stanziata. Nel 3000 a.C. l’introduzione dell’agricoltura determinò un incremento demografico. Risale al XV secolo a.C. la costruzione delle prime città: questa civiltà si sviluppò fino al XVI secolo, quando, con l’arrivo degli europei, le epidemie cominciarono a decimare la popolazione.
Le popolazioni di questa regione, che includevano i cherokee, i creek, i seminole, i choctaw e i chickasaw, erano conosciute anche come le “cinque nazioni” e resistettero a lungo alla colonizzazione europea. Nella stessa area erano insediati anche i natchez, popolazione caratterizzata da un complesso sistema socioculturale che venne decimata dagli europei alla fine del XVIII secolo.
| 4. | Le Grandi Pianure |
Nell’area delle grandi praterie che si estendono dal Canada centrale fino al Messico e dal Midwest alle Montagne Rocciose, la caccia al bisonte costituì la principale risorsa economica fino all’estinzione dell’animale, avvenuta attorno al 1890 per mano dei bianchi. La maggior parte delle popolazioni locali viveva in piccoli gruppi nomadi che si spostavano seguendo le grandi mandrie. Forme di agricoltura stanziale si svilupparono lungo il Missouri e altri fiumi delle pianure centrali a partire dall’850 d.C., epoca a cui risalgono anche le prime città.
Tra i primi abitanti delle praterie vi furono i piedi neri (cacciatori), i mandan e gli hidatsa (agricoltori). Quando i coloni europei conquistarono le foreste orientali, molte popolazioni del Midwest si spostarono nelle Grandi Pianure: tra questi i sioux, i cheyenne e gli arapaho, preceduti dagli shoshoni e dai comanche.
| 5. | Il Gran Bacino e la California |
Nell’area comprendente le catene montuose e le vallate dello Utah, del Nevada e della California, si sviluppò a partire dal IX millennio a.C. una civiltà arcaica con un’economia basata sulla caccia, la pesca e la raccolta di piante e frutti selvatici. Le popolazioni più conosciute sono i paiute, gli ute e gli shoshoni, insieme ai klamat, ai modoc, agli yurok, ai pomo, ai maidu e ai miwok.
| 6. | L’altopiano |
Nelle foreste sempreverdi e sulle montagne di Idaho, Oregon orientale, Washington, Montana occidentale e dell’adiacente Canada vivevano, tra gli altri, i nez percé (“nasi forati”), i wallawalla, gli yakima, i flathead e i cayuse. La loro cultura arcaica durò a lungo; l’economia si fondava sulla pesca al salmone e sulla coltivazione della camas, una pianta dal bulbo commestibile.
| 7. | L’area subartica |
Nell’area subartica, comprendente la maggior parte del Canada (dall’Atlantico al Pacifico e dalla tundra fino a 300 km dal confine con gli Stati Uniti), la rigidità del clima rende impossibile l’agricoltura: le popolazioni della regione vivevano allo stato nomade, praticando la pesca e la caccia (principalmente di alci e caribù). A est vivevano popolazioni di lingua algonchina, tra cui i cree e gli ojibwa o chippewa; a ovest, gruppi di lingua athabaska. Molte etnie, diventate sedentarie, continuano tuttora a vivere di caccia e pesca.
| 8. | La costa nordoccidentale |
La costa nordoccidentale americana presenta un’area abitabile ridotta, stretta fra le montagne a est e l’oceano Pacifico. La ricchezza dell’ambiente marino e le fertili colline costituirono condizioni favorevoli all’insediamento umano: si stanziò qui una numerosa popolazione, organizzata in grandi villaggi, che diede vita a una cultura relativamente elaborata (vi sono notevoli testimonianze circa le fastose cerimonie che scandivano la vita delle comunità e reperti che provano lo sviluppo di un raffinato artigianato del legno). Tra i gruppi di quest’area sono da segnalare i tlingit, gli tsimshian, gli haida, i kwakiutl, i nootka e i chinook.
| 9. | L’area artica |
Lungo le coste dell’Alaska e nel Canada settentrionale non si ebbero stanziamenti umani fino al ritiro dei ghiacci, avvenuto verso il 2000 a.C. Poiché anche qui l’agricoltura non è possibile, le popolazioni locali vivevano cacciando foche, caribù e, in alcune zone, balene.
In Alaska si stabilirono gli inuit (eschimesi), una parte dei quali emigrò intorno al 1000 d.C. in Groenlandia; la zona sudoccidentale della regione artica fu occupata dagli yuit, presenti anche in Siberia; mentre gli aleuti, stanziati dal 6000 a.C. nelle isole Aleutine, non lasciarono mai la loro terra d’origine. Grazie all’isolamento cui furono sempre costrette, queste popolazioni mantengono vive ancora oggi molte delle loro più antiche tradizioni.